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domenica 4 Dicembre 2022

Continua, anche se rallenta, la crescita di incubatori e acceleratori in Italia

Più di 3600 startup incubate, circa 1600 dipendenti stimati e un fatturato di quasi 350 milioni di euro. Un incubatore su due supporta startup a significativo impatto sociale o ambientale

Il team di ricerca Social Innovation Monitor (SIM) con base al Politecnico di Torino ha presentato i risultati delle analisi relative all’ecosistema degli incubatori e acceleratori in Italia. Nel nuovo report si stima che siano attivi più di una decina di Startup Studio e Venture Builder (SS&VB), in crescita rispetto agli anni precedenti. La ricerca è stata condotta dal team di ricerca Social Innovation Monitor (SIM) grazie al supporto di InnovUp, PNICube, Lifegate, Coopfond, Iren, Fondazione Giacomo Brodolini, Molten Rock e Social Innovation Teams (SIT).

Dal Report emerge che gli acceleratori e gli incubatori nel nostro Paese sono circa 230 e occupano un totale di circa 1600 dipendentila maggior parte opera nel Nord Italia, con prevalenza in Lombardia, dove ne sono presenti 58. Nel resto del Paese si distinguono per il loro impegno Lazio, Toscana e Campania, rispettivamente con 19, 16 e 14 incubatori.

Gli incubatori e acceleratori sono un importante elemento del sistema imprenditoriale evidenzia Davide Moro, vicedirettore della ricerca. Secondo il report SIM, infatti, gli incubatori e acceleratori sul territorio hanno incubato circa 3600 startup e fatturato circa 350 milioni di euro.

Attenzione all’ecosistema arriva anche dal governo: all’evento di presentazione del Report è infatti intervenuto Marco Leonardi, Capo Dipartimento alla Programmazione Economica alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, che ha citato alcune iniziative che fanno ben sperare. Leonardi in particolare ha citato i fondi in arrivo dall’European Tech Champions Initiative a cui partecipa anche l’Italia e due fondi gestiti da CDP per le startup rispettivamente da 300 milioni per il digitale e 250 milioni per la transizione ecologica.

Per quanto riguarda i principali servizi offerti dagli incubatori il primo risulta l'”accompagnamento manageriale“, seguito da “supporto allo sviluppodi relazioni” e dal “supporto alla ricerca di finanziamenti“. Altri servizi rilevanti sono la fruizione di spazi fisici e la formazione imprenditoriale.

Il valore aggiunto apportato da incubatori e acceleratori nel nostro ecosistema non si limita al supporto alla nascita di nuove organizzazioni. Il 75% degli incubatori e acceleratori hanno infatti dichiarato di svolgere anche attività non direttamente riconducibili alle attività di incubazione e accelerazione. Tra le attività più frequenti troviamo servizi di coworking, formazione e consulenza a titolo oneroso per soggetti terzi, attività di scouting e open innovation, partecipazione a progetti e bandi, ricerca, organizzazione di eventi, investimenti e internazionalizzazione.

Come per gli anni precedenti, anche questo Report ha posto un focus speciale sull’impatto sociale e ambientale degli incubatori e delle startup incubate.

La metà degli incubatori e acceleratori in Italia rientra nella categoria “Business Incubator“, mentre l’altra metà rientra nella categoria “Mixed” o “Social Incubator“. Dalle analisi del report risulta che un incubatore su due supporta organizzazioni a significativo impatto sociale o ambientale.

La principale tipologia di organizzazioni incubate dagli incubatori che supportano team imprenditoriali o organizzazioni a significativo impatto sociale o ambientale, è quella delle imprese for-profit senza qualifica di impatto (57% in aggregato).

I settori più rappresentati, per le organizzazioni incubate a significativo impatto sociale o ambientale, sono quelli relativi alla protezione dell’ambiente e degli animali, della salute e benessere, della cultura, arti e artigianato.

La nascita di incubatori e acceleratori è ancora un fenomeno recente in Italia: il 72% degli incubatori sono stati costituiti negli ultimi dieci anni. Il Report però evidenzia che la crescita degli incubatori e acceleratori in Italia sta rallentando. Come dichiarato dal Direttore della Ricerca, prof. Paolo Landoni “Questo rallentamento della crescita potrebbe essere legato anche al fatto che stanno nascendo altre realtà a supporto di startup, comegli Startup Studio o Venture Builder.  Cioè organizzazioni che creano startup agendo come fondatore o co-fondatore principale della nuova impresa creata e sviluppata. In alcuni casi realizzano startup in serie in altri casi procedono parallelamente allo sviluppo di un piccolo numero di startup.

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