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sabato 28 Maggio 2022

Bertolo, general manager Carioca: costruire, educare, potenziare i bambini

Per Torino Top News intervistiamo Giorgio Bertolo, general manager in Carioca. Da più di 50 anni l’azienda è un simbolo del made in Italy, con prodotti ideati per sviluppare la creatività dei bambini in un gioco condiviso d’inventiva e manualità. Il 70% dei prodotti Carioca vengono orgogliosamente realizzati in Italia e distribuiti in oltre 80 Paesi e attraverso cinque continenti.

Partiamo dalla storia pluridecennale di CARIOCA: com’è nata la vostra azienda e come si è sviluppata fino a diventare un riferimento per il settore?

L’azienda nasce a metà degli anni ‘50 agli albori dell’industrializzazione. In quegli anni ci sono nuove invenzioni nel settore. La più nota è quella di Bic, che industrializza il brevetto della penna a sfera trasformando la propria impronta da artigianale in industriale. Una seconda enorme invenzione è quella della plastica, che fa nascere un nuovo comparto industriale. Ci fu una terza invenzione meno nota. In America all’inizio degli ‘50 si inventa il pennarello, con il deposito dell’inchiostro in feltro. Queste innovazioni vengono introdotte nel mondo del largo consumo a passaggi. 

Questo contesto storico e produttivo come si applica nel vostro caso?

La nostra azienda trasforma una consolidata attività che nasceva nel mondo dei bottoni e dei pennini, in una attività industriale di largo consumo che ne amplifica l’impatto. All’inizio degli anni ‘60 si somma alla parte industriale il lancio dei marchi. Carioca viene lanciato nel ‘64 e Corbina nel ‘68. Il prodotto industriale al consumo ha bisogno di avere anche un’identità di marca. Con Carioca questo principio viene applicato con estremo successo perché il marchio diventa nei decenni successivi uno dei più noti internazionalmente, nonché leader di questa categoria.

Quale missione perseguite nello sviluppo dei vostri prodotti e cosa vi ispira nella vostra quotidianità lavorativa?

La nostra missione di azienda è stata ridefinita cinque anni fa durante un passaggio di proprietà. Il nostro motto è “empower children creativity” cioè potenziare la creatività dei bambini. Identifichiamo il nostro ruolo attorno alla promessa di costruire, educare, potenziare e dare strumenti ai bambini per elaborare e formare il concetto di creatività. Dove per creatività intendo il fatto di poter esprimere e sviluppare un’idea in qualcosa. Questo è ciò che ci appassiona. Il ruolo del colore è solo un antesignano della scrittura. L’espressione inizia nell’infanzia con il disegno e il colore. Quindi noi attorno a questa promessa abbiamo ridefinito il nostro territorio d’azione, rivolgendoci ai bambini da 1 a 12 anni. 

  • Carioca
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E dal punto di vista pratico, come si traduce tutto ciò?

Puntiamo a produrre meno cose, ma con un approccio più specializzato. Realizziamo inchiostri, ma solo a base acqua super lavabili e senza formaldeide. Solo i migliori possibili per i bambini. Quindi abbiamo un reparto inchiostri molto specializzato, che fa solo una tipologia di prodotto finalizzato a questo ambito. E in questa cosa siamo tra i migliori al mondo.

Può raccontarci come avviene il processo di produzione? Cosa c’è dietro la realizzazione dei pennarelli e degli altri prodotti?

L’azienda è fondamentalmente composta da tre reparti, dei quali uno diviso in due. Quello più strategico, ma anche il più piccolo, è la produzione degli inchiostri. C’è una formula che miscela e produce gli inchiostri. E dietro c’è un consistente laboratorio. La base è composta da tanta storia e ricerca. Poi c’è il reparto industriale della stampa della plastica, dove trasformiamo la materia prima che poi compone i nostri prodotti. Infine c’è un reparto molto specifico che è l’assemblaggio e il confezionamento, dotato di macchine automatiche uniche e fatte su misura per la nostra esigenza. Qui si assembla il prodotto finito mettendo insieme i componenti e gli inchiostri per produrre e confezionare i prodotti. Per dare un’idea della capacità, parliamo di un milione di pennarelli al giorno.

Quale effetto ha avuto la pandemia sul vostro settore?

L’arrivo del coronavirus per noi nel 2020 è stato un evento complesso da affrontare per diversi motivi. Per la gestione dell’attività industriale, per la schizofrenia del primo lockdown e i dubbi sulla possibilità di rimanere aperti. Alla fine abbiamo chiuso per soli quattro giorni. Nel medio termine, al di là del dibattito iniziale sulla cartoleria come attività essenziale o meno, i consumi si sono mantenuti e anzi in alcune categorie sono aumentati. Perché i bambini a casa hanno continuato a fare attività di disegno. E anzi, la paradossale invasione del mondo digitale poteva essere una minaccia, ma nella pratica non lo è stata. 

Per quale motivo?

Perché c’è una consapevolezza forte sia nel mondo educativo, sia dei genitori, dell’importanza dell’espressione fisica. Della manipolazione, Del disegno. Della pittura e del colore. Quello che noi spieghiamo è che certe esperienze e abilità si devono sviluppare prima dei sette anni. Se io prima dei sette anni non ho sviluppato una motricità sia fine legata alle mani, sia cognitiva capace di fare determinate espressioni, non lo farò più. Tanto che negli ultimi 4 o 5 anni, il consumo della nostra categoria va molto bene.

Questo è stato super acuito dal processo di pandemia. D’altro canto, l’altro grande fenomeno è stata la rivoluzione del mondo della distribuzione. Il boom dell’e-commerce ci ha trovati pronti. Il terzo effetto più importante della pandemia è quello industriale della supply chain mondiale. Costi impazziti, disponibilità dei trasporti stanno cambiando in maniera radicale il modo di fare industria e di commerciale. Una situazione dalla quale probabilmente non si tornerà indietro.

Per quanto concerne il tema della sostenibilità, come nasce il progetto Eco Family di Carioca e da cosa è caratterizzato?

Eco Family è la parte più visibile del nostro lavoro sulla sostenibilità. Il mondo sta cambiando, ma abbiamo due motivi particolari per essere sensibili al tema. Il primo è che siamo produttori di plastica e il secondo è che parliamo ai bambini e alle scuole. Abbiamo un pubblico particolarmente sensibile. Da circa tre anni abbiamo avviato un comitato per lavorare sulla gestione della sostenibilità. La nostra risposta di lungo termine è che l’utilizzo della plastica riciclata è uno degli impieghi più sostenibili. Bisogna infatti ragionare in termini di ciclo di vita e impatto dei prodotti. 

Può spiegarci perché?

Se il pennarello lo fabbricassimo in legno o in metallo, l’impatto sarebbe estremamente peggiore. Uno dei motivi per cui si può dire questo è che la plastica è facilmente riciclabile e molto economica. Infatti, per riciclare il vetro lo si deve portare a 6mila gradi all’interno di un altoforno. Nel caso della carta, c’è un consumo d’acqua incredibile. Per riciclare la plastica si devono raggiungere appena 220 gradi. E il materiale mantiene il 90-95% delle sue caratteristiche.

Se quindi ci fosse una raccolta completa, la plastica potrebbe diventare un prodotto circolare. Nel medio termine la plastica che arriverà sul mercato potrà essere completamente riutilizzata: l’unico vero passaggio è la gestione del rifiuto. La gamma Eco Family è stato il nostro primo tentativo di utilizzare in materia preponderante plastica riciclata. Ma si tratta di un passaggio perché stiamo progressivamente testando nuove soluzioni e c’è tutto un percorso allo studio di riqualificazione e di sviluppo.

Terminiamo con una domanda di ampio respiro: cosa vi aspettate per il vostro settore nel lungo termine e in che modo evolveranno i prodotti e gli strumenti legati alla creatività negli anni futuri?

Da un lato c’è una sfida industriale interna, quella della sostenibilità. Perché la nostra industria ha questa grande sfida da vincere per rimanere sul mercato ed essere all’altezza delle richieste dei consumatori e delle normative. Poi c’è una sfida dei consumi, dove la mia riflessione è che il consumatore avrà sempre ancora bisogno globalmente del nostro prodotto. In questi ultimi anni prima dei lockdown ho girato molto il mondo e l’utilizzo dei nostri prodotti è globale e simile in molti Paesi. È chiaro che la sfida è di mantenere tutto ciò attualizzato e vivo. Mai come oggi il mondo cambia in fretta. Di sicuro la nostra missione resterà tale e ci impegneremo per rendere sempre più facile a un bambino sviluppare le proprie doti creative e coprire una superficie con il colore.

Stefano Calicchio
Stefano Calicchio
Giornalista e Scrittore digitale. Laureato in Relazioni Pubbliche e in Psicologia, Master in Risorse Umane e Organizzazione aziendale. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Lombardia. Caporedattore per Milano Top News. Mi occupo prevalentemente di lavoro, pensioni, welfare. Figuro tra i 100 autori più letti nella sezione economia e management di Amazon Kindle, Apple iBookstore, Kobo e Google Play.

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