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sabato 3 Dicembre 2022

Aumento dell’Irap per le grandi aziende e-commerce: respinta in Regione la proposta di legge

In consiglio regionale ad essere favorevoli alla legge sono stati solo 16 consiglieri tra cui spiccano Grimaldi di Luv e Pdl

Bocciata in Consiglio regionale la proposta di legge che voleva incrementare l’Irap dello 0,92% per le grandi aziende dell’e-commerce.

Il provvedimento sarebbe andato a colpire Amazon ma anche le altri grandi aziende di commercio al dettaglio via Internet il cui valore della produzione netta superava il milione di euro.

A risultare favorevoli alla legge sono stati 16 consiglieri ma a fronte di 26 contrari la proposta di legge 123 non è potuta andare avanti nel suo iter burocratico.

Motivando il no al provvedimento, l’assessore al bilancio Andrea Tronzano ha sostenuto che questo provvedimento non avrebbe giovato alle altre aziende e quindi non sarebbero state mantenute delle caratteristiche di equità.

“L’Irap è già stata modificata dallo stato ed è in progetto un suo completo superamento. L’aumento dell’aliquota nella sostanza colpirebbe solo l’occupazione e non darebbe benefici concreti di fronte a un problema, quello della Webtax, che oggettivamente va trattato nelle sedi europea e nazionale, non a livello locale” ha commentato il consigliere Tronzano.

Anche Alberto Preioni di Lega ha espresso la sua posizione contraria sottolineando come la Regione si sia già mossa sul tema, presentando in Parlamento una proposta di legge sulla Webtax.

“Noi difendiamo davvero il piccolo commercio e le partite Iva, lo abbiamo dimostrato con i bonus durante la pandemia. Ma non possiamo dare segnali contrastanti, dobbiamo essere attrattivi per le aziende ha commentato Preioni.

Grimaldi: “La Giunta rinuncia a un gesto di giustizia fiscale. Davvero Amazon ci vuole far credere che il sito di Torrazza sia solo un garage deposito?”

Il primo a volere l’aumento dell’imposta regionale sulle attività produttive che avrebbe colpito i colossi dell’ e-commerce è stato il consigliere Marco Grimaldi di Luv.

Secondo le ricerche svolte dal Capogruppo di Liberi Uguali Verdi, Amazon fa almeno 4,8 miliardi di euro di utili in Italia ma l’Irap dichiarata dall’azienda ha un valore di produzione di poco più di 18 milioni e questo gli consente di pagare solo 710.352 euro di imposta e unicamente in Lombardia.

“Perché Amazon non versa nulla al Piemonte e a tutte le altre Regioni? Perché il centro di Torrazza e tutti gli altri sono considerati ‘depositi’, ovvero unicamente magazzini che non sviluppano produzione. Nel dilagare dell’ingiustizia sociale, vorremmo un po’ di giustizia fiscale. Aumentare l’Irap ad Amazon sarebbe una goccia nel mare dei suoi profitti e un gesto dovuto” ha denunciato Marco Grimaldi, primo firmatario della Proposta di legge n. 123.

Grimaldi ha poi commentato come la “bocciatura” di questo provvedimento da parte soprattutto della maggioranza non potrà che portare solo ingiustizia sociale.

“Lega e soci si rimangiano la parola per non dividersi ancora. ‘TeleCirio’ ahimè ha cambiato programma e per l’ennesima volta questa maggioranza rinuncia a compiere un gesto di giustizia. In Piemonte la pandemia ha fatto crescere il rischio di povertà per le famiglie e nel frattempo sono cresciuti gli utili di alcune aziende come Amazon che proprio durante la pandemia ha visto il suo patrimonio aumentare di 81,5 miliardi di dollari. Inoltre sono necessari maggiori accertamenti: davvero Amazon ci vuole far credere che il sito di Torrazza con centinaia di addetti sia solo un garage deposito? ha concluso Grimaldi.

A considerare favorevoli alla proposta di legge, considerata equa, “anche per pareggiare l’aumento dei profitti dell’e-commerce di fronte alla chiusura dei negozi durante il lockdown” si sono espressi molti esponenti dell’opposizione come Sergio Chiamparino, Domenico Rossi e Maurizio Marello del Pd, Sean Sacco di M5s, Silvio Magliano dei Moderati e Mario Giaccone di Monviso.

Rossella Carluccio
Rossella Carluccio
Classe 1983. Ha iniziato con il giornalismo locale nel 2005 lavorando prima per “Il Risveglio” e poi per “Il Canavese”. Dal 2009 è giornalista pubblicista. Dopo la laurea in Scienze della Comunicazione inizia un’avventura lavorativa nel mondo del digital marketing ma senza dimenticare la sua prima passione, la scrittura. Unisce questi due universi e diventa copywriter. Dal 2021 ritorna a vestire i panni della giornalista.

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