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giovedì 7 Luglio 2022

Variante piemontese della pandemia in un libro di Daniele Valle

Ciò che è successo in Piemonte durante la pandemia è raccolto nel libro di Daniele Valle, «La variante piemontese. La gestione regionale della pandemia e le lezioni per il futuro».

«Abbiamo avuto quattro minuti davanti allo schermo di un cellulare per salutarci per sempre». Così Elisa ha dovuto dare l’addio al suo papà, ospite di una Rsa. Questa ed altre sono le testimonianze di come è stata vissuta la prima fase della pandemia nella nostra regione.

Il libro «La variante piemontese. La gestione regionale della pandemia e le lezioni per il futuro» (Golem Edizioni, prefazione di Sergio Chiamparino e postfazione di Mauro Salizzoni), viene presentato questa sera, lunedi 6 giugno, alle 18, al Porto Urbano di Torino, nel primo giorno della sua apertura al pubblico. Con Valle c’è il sindaco di Bergamo Giorgio Gori, la città diventata simbolo della pandemia. Il volume nasce dagli esiti e dalle esperienze del gruppo di indagine del Consiglio Regionale piemontese sull’epidemia Covid19 in Piemonte, che Daniele Valle, attualmente Vicepresidente dell’assemblea regionale, ha proposto e presieduto.

La pandemia in Piemonte

«Ho voluto ricostruire come è stata gestita l’emergenza Covid 19 in Piemonte, gli errori che sono stati fatti, i ritardi e le omissioni. Lo dovevamo a quanti nelle Rsa e negli ospedali non hanno nemmeno potuto reggere la mano del proprio caro mentre veniva portato via dal virus. Lo dovevamo all’impegno, al sacrificio ed alla dedizione di tutto il personale sanitario, che si è trovato senza armi e munizioni a combattere un nemico sconosciuto. Lo dovevamo alla sanità piemontese, perché ora che siamo usciti dalla fase emergenziale non possiamo non affrontare i nodi irrisolti che hanno fatto del Piemonte un “caso nazionale”». Daniele Valle prosegue «soprattutto, ho voluto scrivere questo libro, di “parte” ma documentato punto per punto, documenti, lettere, verbali, perché da tutto ciò che è accaduto possiamo trarne delle lezioni per il futuro: la dimensione ospedaliera, anche di eccellenza, non basta se non si sviluppa la rete territoriale e domiciliare; il sistema delle RSA necessita di una profonda riforma con attenzione ai bisogni sanitari diffusi nella popolazione residente; serve una nuova politica sul personale».

Variante piemontese
Daniele Valle al Salone Internazionale del Libro di Torino (Facebook Daniele Valle)

Gori: investire sulla crescita dei sanitari

Aggiunge Giorgio Gori: «Abbiamo affrontato un’emergenza che non ci aspettavamo e che ci era completamente sconosciuta. Oggi abbiamo, ancor più che due anni fa, un deficit di personale medico impressionante. Il rischio principale che vedo oggi è che ci si concentri sulla dimensione immobiliare, e cioè si realizzino grazie alle risorse del Pnrr tante Case di comunità, ma che non sia altrettanto sviluppata la componente umana e professionale che deve riempire questi luoghi».

Chiamparino: troppi tagli sulla sanità

Il volume è introdotto dalla prefazione di Sergio Chiamparino. «Per una lunga stagione, più di un decennio come minimo, non importa quale fosse in quel momento il colore politico del governo, il tema prevalente era sempre uno: ridurre le spese nella sanità. Con la pandemia la narrazione sembra cambiata. Esattamente all’opposto. Ora il dovere sarà quello di spendere bene, per affrontare i nodi strutturali del servizio sanitario piemontese che, non scordiamolo mai, ha una sua qualità intrinseca fondata sulla storia, sull’insegnamento delle nostre scuole di medicina, su tante competenze di eccellenza».

La postfazione è affidata a Mauro Salizzoni: «È esistito un “caso Piemonte” durante la fase iniziale della pandemia da Covid19? Sono sempre stato convinto di sì, e questo libro lo conferma con evidenza di fatti e di numeri».

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