La città di Torino sta investendo nella creazione di un museo dedicato ai premi Nobel. L’iniziativa fa parte di “Re-inventing UniTo” un progetto di ricostruzione urbana che si svilupperà lungo tutto il 2022. Tra le attività in cantiere c’è appunto la creazione di un museo destinato a ricordare 3 vincitori di premi Nobel in particolare.
Il programma di rigenerazione urbana prevede un investimento di 100 milioni di euro; 40 di questi provenono dalla stessa UniTo, mentre i rimanenti 60 sono candidati sul “Fondo per l’edilizia e le infrastrutture di ricerca” del Ministero dell’Università e della Ricerca.
Le strutture interessate al recupero appartengono principalmente all’Ateneo e tra gli interventi di maggior rilievo c’è quello del Polo Museale; sarà proprio questa struttura a ospitare lo spazio dei Premi Nobel.
Il museo dei Nobel di Torino
La struttura sarà dedicata ai premi Nobel Rita Levi Montalcini, Salvador Luria e Renato Dulbecco; la scelta dei tre nomi è molto semplice, perché tutti sono accomunati dal fatto che si sono formati qui a Torino. L’università, e la città di Torino, sta quindi omaggiando tre dei suoi più illustri rappresentanti.
Non è un caso che il museo nascerà a via Pietro Giuria, dove si trova già la Scuola di Scienze della Natura, e dove si sono formati i tre premi Nobel in questione. Per l’occasione, la struttura ospiterà anche reperti dei musei di Anatomia Umana, Antropologia Criminale e Etnografia.

L’intenzione è quella di creare un luogo che celebri la vita e le opere degli studiosi ma che li inserisca anche in un contesto scientifico, come è giusto che sia. Il museo svolgerà così la consueta funzione di divulgazione e attrattiva turistica, mostrando, tra i reperti, anche mummie e lo Zemi, un oggetto sacro venerato da una tribù precolombiana ormai scomparsa.
Il museo dei Nobel sarà il centro di tutta una serie di recuperi urbanistici che interesseranno l’Ateneo.
Le altre strutture destinate al recupero
Il progetto Re-inventing UniTo coinvolgerà altri luoghi per un totale di 120 strutture; l’idea è far partire i lavori durante il 2022, o al massimo nel 2023. Lo scopo è rivalorizzare vecchie strutture, ma anche crearne di nuove.
Tra i luoghi oggetti di recupero ci sono Palazzo Nuovo, una delle principali sedi dell’Università degli Studi di Torino; a questo si aggiunge la Cavallerizza Reale, che dal 1997 è Patrimonio Mondiale dell’Umanità. In ultimo c’è Palazzo Campana, sede del Dipartimento di Matematica dell’Università.Tra i nuovi progetti da realizzare, invece, c’è la creazione di aule a Savigliano e a Grugliasco.