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martedì 4 Ottobre 2022

“Le Tre Grazie” di Fabio Viale ai Musei Reali

Una nuova scultura di Fabio Viale si aggiunge alla msotra "In Between" attualmente in corso ai Musei Reali. L'opera nasconde un significato sottile e tocca un tema molto attuale

Una nuova scultura di Fabio Viale si unisce a quelle già presenti nell’installazione “In Between”, la mostra che dal 14 ottobre scorso arricchisce il percorso dei Musei Reali. A partire dal 13 dicembre le sculture di “Amore e Psiche” e della “Venere Italica” sono state sostituite da una nuova installazione.

Il titolo è “Le Tre Grazie” e si trova all’interno del Salone degli Svizzeri, all’inizio del percorso di visita. Anche in questo caso si ha un riferimento esplicito all’arte classica (caratteristica della mostra stessa) e un signficato che collega antico e moderno. Vediamo meglio di cosa si tratta.

L’opera di Fabio Viale

Con l’inaugurazione di questa mostra, l’artista piemontese ha mostrato un dialogo tra arte contemporanea e classica tramite l’uso del marmo. Una reinterpretazione in chiave moderna dei temi più antichi, ma soprattutto un modo per dimostrare la loro attualità.

È con questo spirito che la scultura “Le Tre Grazie” fa la sua comparsa. L’opera ha fatto il suo debutto nella Chiesa di Sant’Agostino a Pietra Santa l’anno scorso, e riprende un tema mitologico; le tre Grazie erano infatti Aglaia, Eufrosine e Talia, figlie di Zeus ed Eurinome, divinità legate alla natura e la vegetazione.

L’artista Fabio Viale (Instagram Fabio Viale)

Un tema tipico riprodotto da molti artisti, di cui la versione più nota è sicuramente quella di Canova, sono generalmente rappresentate come tre donne seminude, ritratte in pose eleganti e armoniche. Nella versione di Viale, le Grazie diventano figure ammantate con un haik, indumento femminile tipico del Maghreb.

Dalla Grecia al Nordarfrica

L’allestimento riprende una scena che Fabio Viale ha realmente visto alcuni anni fa a Ghardaia, città dell’Algeria. Tre donne aspettavano un bus sotto una pensilina, e l’installazione dell’artista riprende la scena in maniera fedele, avvolte in questa tunica che nascondeva interamente il loro corpo.

Nelle intenzioni dell’artista c’è il desiderio di restituire bellezza a questa composizione che nega l’idea di femminilità, togliendo completamente ogni spazio al corpo delle donne. Laddove una tunica nasconde il genere, il concetto greco classico di “Tre Grazie” vuole ridare loro una nobiltà che viene sottratta.

Ecco quindi che gli eleganti panneggi del marmo esprimono una specifica identità espressiva anche coprendo completamente ogni elemento umano. Sotto quelle tuniche ci sono donne, e nessun telo riuscirà a far scomparire del tutto l’affermazione della loro femminilità e dignità.

Danilo D'Acunto
Danilo D'Acunto
Dopo una formazione classica ho proseguito gli studi specializzandomi con lode in Archeologia e Storia dell'Arte Antica presso l'università Federico II di Napoli. Da anni mi occupo di divulgazione e promozione culturale guardando con interesse tutti i campi del settore, dalla letteratura all'enogastronomia, passando per arte, storia e fumetto.

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