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lunedì 4 Luglio 2022

Violenze di Capodanno al Duomo di Milano: confermato l’arresto per il 21enne torinese

Abdallah Bouguedra, il 21enne torinese arrestato insieme a Mamhoud Ibrahim dalla polizia per le violenze sessuali di Capodanno a Milano resta in carcere, a Ivrea. Il Tribunale del Riesame di Milano respinto il ricorso della difesa. E confermato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Abdallah Bouguedra, fermato il 12 gennaio con l’accusa di rapina, violenza sessuale di gruppo e lesioni, è uno dei due principali protagonisti delle aggressioni e abusi di almeno 11 vittime in cinque episodi distinti avvenuti in piazza Duomo nella notte dello scorso Capodanno. Nello specifico il pm Alessia Menegazzo (specializzata nei reati a sfondo sessuale e nelle violenze di genere e sui minori) gli contesta l’aggressione nei confronti della 19enne all’angolo con via Mazzini assieme ad una sua amica.

I legali del ragazzo avrebbero voluto gli arresti domiciliari

L’avvocato Stefano Comellini, legale difensore del 21enne torinese, aveva chiesto gli arresti domiciliari, ma i giudici (presidente del collegio Alessandra Galli) hanno confermato la misura cautelare emessa dal gip Raffaella Mascarino, su richiesta dell’aggiunto Letizia Mannella e del pm Alessia Menegazzo nelle indagini della Squadra mobile milanese.

Dopo l’arresto Bouguedra nell’interrogatorio del gip si era avvalso della facoltà di non rispondere. Gli avvocati difensori Stefano Comellini e Giorgio Papotti, senza entrare nel merito delle accuse, avevano chiesto di non convalidare il fermo affermando che non sussisteva il pericolo di fuga e nemmeno quello di inquinamento delle prove. Su queste basi, e sul quadro che la famiglia, di origine marocchina, aveva fatto del figlio, i due legali avevano avanzato l’istanza di scarcerazione proponendo gli arresti domiciliari.

Amici e parenti lo descrivono come “un bravo ragazzo”, ma per il Collegio Giudicante è un soggetto pericoloso

Quella di Abdallah, il ventunenne torinese fermato nell’inchiesta sulle aggressioni in Piazza Duomo a Capodanno, è “una famiglia molto perbene sconcertata da una situazione che le è caduta sulla testa come un meteorite“, la spiegazione dell’avvocato Stefano Comellini. Spiegazione che non ha convinto il collegio giudicante, concorde nel mantenere il “profilo di pericolosità sociale” disegnato dalla procura di Milano. Nello specifico, secondo gli inquirenti, Abdallah aveva afferrato una delle due ragazze, dopo che il branco le aveva inseguite e accerchiate, e partecipato alla loro denudazione. Successivamente, avrebbe anche picchiato un giovane, pure lui nordafricano, che coraggiosamente aveva cercato di intromettersi per strappare la ragazza alla furia del branco. Chi lo conosce da tempo, i parenti e gli amici, lo difendono, lo dipingono come “bravo ragazzo”. Ma la polizia che ha effettuato la perquisizione nella sua casa è andata a colpo sicuro: cercava un giubbotto rosso e un paio di jeans strappati. Li ha trovati, sequestrati, fotografati.

Abdallah Bouguedra: la passione per la palestra e per il lusso

Fondamentali anche le testimonianze di chi era in quel momento in piazza, le immagini delle videocamere di sicurezza ma anche i social, dove Abdallah Bouguedra ha postato foto e commenti. Un amante della palestra, del fisico scolpito, dell’abbigliamento di lusso. Con atteggiamenti “da branco”. Che, dice la Procura, lo hanno messo in prima fila quella notte di Capodanno. A iniziare la manovra di accerchiamento del “muro” contro due giovani indifese.

Francesco Gastaldi

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