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domenica 25 Settembre 2022

Via al Salone del Libro: l’emozione della sindaca Appendino e l’entusiasmo dei torinesi

Parte la XXXIII edizione del Salone del Libro di Torino. L'emozione è tanta, e le aspettative sono alte

Alla fermata metro Lingotto il treno si svuota. Un esercito di persone si riversa fuori dirigendosi verso il centro fiere: il Salone del Libro sta per iniziare. Nello spiazzo antistante il centro file lunghissime sono in attesa dell’apertura dei cancelli.

Davanti ai cancelli la folla scalpita, ansiosa di entrare, e il Salone apre puntualmente le porte. La fila scorre, passa abbastanza rapidamente ai controlli e da lì a poco la magia inizia. Il Salone è tornato, la normalità di sempre è qui alla porte del Lingotto.

Il Salone riapre, la parola alle istituzioni

Alla cerimonia di inaugurazione sono presenti le autorità, a partire dalla sindaca uscente Chiara Appendino fino al ministro Dario Franceschini. Entrambi raccolgono l’entusiasmo di questa riapertura e la sottolineano nelle loro parole.

C’era tanta voglia di ripartenza e il Salone del Libro di Torino è il momento più simbolico di questa ripartenza. La cultura può dare un grande contributo a questa ripartenza ha dichiarato Franceschini. Chiara Appendino invece richiama alla memoria l’edizione del 2017, quella avvenuta subito dopo il “furto” della AIE da parte di Milano (del quale abbiamo parlato in questo articolo).

La sindaca infatti ha detto che “rientrare nel polo fieristico ha emozionato tutti e farlo ripartendo dal libro è un bellissimo passo in avanti verso la ripartenza del territorio. Come sempre il mondo del Salone ha saputo dare una risposta coraggiosa. Qualche anno fa abbiamo rischiato di perdere questo patrimonio, non dimenticherò mai quell’edizione”. Le parole sono pronunciate con sincera emozione, e il Salone stesso emoziona sin da subito, appena si entra nei padiglioni.

Il primo padiglione del Salone del Libro

L’organizzazione dei padiglioni nel Salone

Sin dall’entrata il Salone del Libro colpisce tanto la sua qualità quanto la sua quantità. Una distesa di stand accolgono il visitatore, e la loro disposizione prosegue per ben 3 padiglioni diversi, ottimamente organizzati. La visita è resa ulteriormente piacevole dal fatto che la massa di partecipanti è molto ben distribuita, non si sente oppressione, e la folla non soffoca.

Il primo padiglione è dedicato principalmente a bambini e ragazzi, mentre il secondo è occupato per lo più (ma non solo) dall’interessante e ricca presenza dell’editoria piemontese. Il terzo ospita case editrici da tutta Italia, dalle piccole a quelle più grandi, mente invece le “star” dell’editoria come Mondadori e Feltrinelli sono posizionate nell’edificio adiacente che si affaccia su via Matte Trucco.

Lungo i muri di ogni padiglione una serie di sale ospitano conferenze in continuazione. Gli incontri con gli autori, i laboratori, i percorsi gioco per i bambini e tanti altri eventi si susseguono senza sosta. È davvero una festa per i libri, una festa per la cultura. Ma soprattutto, è semplicemente una festa. La celebrazione felice di un qualcosa che abbiamo finalmente ritrovato e che torinesi e persone da tutta Italia si stanno godendo come non accadeva da due anni. E forse, nello spirito, anche da prima.

Danilo D'Acunto
Danilo D'Acunto
Dopo una formazione classica ho proseguito gli studi specializzandomi con lode in Archeologia e Storia dell'Arte Antica presso l'università Federico II di Napoli. Da anni mi occupo di divulgazione e promozione culturale guardando con interesse tutti i campi del settore, dalla letteratura all'enogastronomia, passando per arte, storia e fumetto.

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