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martedì 4 Ottobre 2022

Una tesi del Politecnico vince il più prestigioso riconoscimento per la formazione in architettura

La tesi di Manuela Reitsma sul recupero delle case rurali in pietra in Bhutan ha ottenuto il riconoscimento del Royal Institute of British Architects

Il prestigioso riconoscimento RIBA President’s Medals per l’architettura per la prima volta è stato attribuito al Politecnico di Torino. La tesi di Manuela Reitsma, laureata al Politecnico, ha ottenuto una “Commendation” nella categoria “Dissertation” ed è stata incentrata su un lavoro di ricerca in Bhutan svolto con i ricercatori e i docenti del Dipartimento di Architettura e Design-DAD in collaborazione con la Nagoya City University.

“The Secular House: A Manual for Preservation and Seismic Improvement of Vernacular Stone Dwellings in Bhutan” è il titolo della tesi che ha ottenuto uno dei riconoscimenti più prestigiosi per la formazione in Architettura. Solitamente il premio è ad appannaggio delle più importanti università del Regno Unito e sono poche le eccezioni straniere che riescono a raggiungerlo.

Assegnato fin dal 1836, l’edizione di quest’anno del premio RIBA ha visto il maggior numero di iscrizioni nella storia, con 338 candidati da 102 scuole di architettura provenienti da 31 paesi.

La ricerca di Reitsma, portata avanti sotto la guida e la supervisione della professoressa Francesca De Filippi del DAD, insieme all’architetto Roberto Pennacchio e al professor Takayoshi Aoki ha come obiettivo l’individuazione di soluzioni tecnologiche per il recupero delle case rurali in pietra in Bhutan e la mitigazione degli effetti degli eventi sismici e climatici estremi che minacciano il Paese, causando danni alle persone e al patrimonio costruito.

La sfida del lavoro di ricerca svolto da Reitsma è stata trovare soluzioni tecnologiche appropriate ed efficaci, nel rispetto della prassi costruttiva tradizionale e delle conoscenze e capacità locali. Muovendo dalle analisi sul rischio sismico e dallo studio dei tratti caratteristici dell’architettura tradizionale bhutanese, delle tecnologie costruttive e dei materiali, Reitsma ha sviluppato, in particolare, un manuale di intervento che utilizza un linguaggio grafico comprensibile anche a chi non possiede conoscenze tecniche specialistiche, per coinvolgere le comunità locali nelle pratiche di recupero e manutenzione delle proprie abitazioni.

“Sono grata per il riconoscimento ricevuto. È per me motivo di grande soddisfazione e ripaga il duro lavoro svolto nel mio percorso di tesi. Questo premio mi sprona a portare avanti queste tematiche, anche in ambito professionale, e spero che possa essere un modo per avvicinare altri studenti ai temi di progettazione emergenziale e in Paesi in via di sviluppo” ha commentato Manuela Reitsma.

Un prestigioso riconoscimento che non può che inorgoglire la scuola di Architettura, il Dipartimento DAD e il gruppo di lavoro torinese che da alcuni anni con la Nagoya City University.

“La tesi di Manuela Reitsma è la seconda che si innesta in questo percorso al Politecnico di Torino; altre sono in corso in Giappone. Penso sia per gli studenti una grande opportunità e fortemente motivante sapere che gli esiti del proprio lavoro possano servire a costruire un quadro di conoscenze utili e concretamente utilizzabili” ha commentato la professoressa Francesca De Filippi.

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