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sabato 28 Maggio 2022

Un altro caso di peste suina accertato in Piemonte

Dopo che è stato accertato l’ennesimo caso di peste suina la Regione Piemonte ha sospeso nella zona in provincia di Alessandria la caccia e ha avviato le procedure di sorveglianza nei confronti dei cinghiali e dei suini da allevamento

Nelle scorse settimane è stato accertato un caso di peste suina africana in Piemonte precisamente nel territorio comunale di Ovada in provincia di Alessandria.

E dopo questo primo caso ieri ne è stato notificato un secondo caso sospetto: l’istituto zooprofilattico regionale ha segnalato lo ha segnalato in un sito a 30 chilometri di distanza dal precedente, sempre sul confine con la Liguria.

Ora la Regione ha chiesto ai Comuni della zona vigilanza e sospensione della caccia.

L’assessore Luigi Icardi ha nuovamente confermato che questa malattia non si trasmette all’uomo e non c’è quindi nessun rischio per la popolazione.
La Peste suina africana però rimane una malattia infettiva altamente contagiosa, tipicamente emorragica, causata da un virus appartenente al genere Asfivirus che colpisce solo i suini domestici e selvatici causando un’elevata mortalità. Il virus inoltre è molto stabile, rimane infettante per diverse settimane anche nelle carcasse abbandonate sul territorio e viene inattivato solo dalla cottura e da specifici disinfettanti.

Per questo la malattia deve essere contenuta anche nella fauna locale soprattutto perché vi potranno essere delle forti ripercussioni in negativo anche alle aziende che si occupano di allevamento.

“In attesa dell’ordinanza ministeriale, che dovrebbe stabilire in dettaglio l’elenco dei Comuni compresi nella zona infetta e le misure straordinarie da attuare per limitarne la diffusione, tramite l’Asl di Alessandria ci siamo subito attivati chiedendo ai sindaci dei Comuni interessati di vietare sul loro territorio l’esercizio venatorio a tutte le specie, ribadendo la necessità di rafforzare al massimo la sorveglianza nei confronti dei cinghiali e dei suini da allevamento” ha ribadito Icardi.

La Regione ha anche predisposto un piano di controllo territoriale per la ricerca attiva di animali morti con la collaborazione di Carabinieri forestali e Protezione Civile. Nel corso dell’ultimo fine settimana l’Asl ha individuato un primo deposito per le carcasse dei capi rinvenuti nel comune di Novi Ligure e in questo sito è stato collocato un container refrigerato per lo stoccaggio provvisorio in attesa di smaltimento.

“È stata innalzata al massimo livello di allerta la vigilanza sulle misure di biosicurezza nel settore domestico, con particolare riguardo a tutte le operazioni di trasporto e di movimentazione degli animali, di mangimi, prodotti e persone. Serve la collaborazione di tutti gli operatori del settore per offrire la massima protezione alla filiera produttiva del comparto suinicolo. Giovedì 13 gennaio incontreremo le associazioni di rappresentanza per concordare insieme le attività da mettere in campo per scongiurare conseguenze sul settore e sull’economia” ha proseguito Icardi.

Rischio di contagio agli allevamenti suini: un problema sanitario ma anche economica

Il rischio di contagio agli allevamenti suini piemontesi non può che far preoccupare dato che può causare, come sollevato anche dalla consigliera Riva Vercellotti durante l’ultima riunione della Giunta regionale, un danno in Piemonte oltre che di natura sanitaria anche a livello economico.

“Credo sia dunque opportuno che nelle unità di crisi che verrà costituita via sia un rappresentante veterinario proveniente dalle singole Aziende sanitarie regionali per avere una costante informazione sulla situazione e che venga potenziata la rete dei Presidi Multizonali per velocizzare il trasporto di spoglie di animali e di campioni per i laboratori” ha commentato la consigliera.

Attualmente sono 114 i Comuni inseriti dal Ministero della Salute nella “zona infetta” da Peste suina africana alla luce dei nuovi casi confermati: 78 di questi si trovano in Piemonte mentre 36 sono in Liguria.

Anche il Presidente Cirio si era espresso negli scorsi giorni sulla questione.

“L’intensificarsi dei casi di Peste suina africana in tutta Europa deve aumentare l’attenzione delle istituzioni ad ogni livello, anche UE, per tutelare le produzioni zootecniche e l’economia delle nostre aziende, attivando decisioni urgenti che mettano in condizione le Regioni di poter operare su questa annosa criticità” ha commentato Cirio.

Ciò che è stato chiesto è anche di attuare una riforma radicale della legge sulla fauna selvatica per contrastare il fenomeno della proliferazione dei cinghiali che soprattutto negli ultimi anni è stato avvertito più intensamente.

A tal riguardo a dicembre la Giunta regionale ha adottato per la prima volta una delibera che estende la possibilità per la stagione venatoria 2021-2022 di applicare dei piani di prelievo numerico-selettivi della specie cinghiale per il periodo compreso tra il 1° ed il 31 gennaio.

Rossella Carluccio
Rossella Carluccio
Classe 1983. Ha iniziato con il giornalismo locale nel 2005 lavorando prima per “Il Risveglio” e poi per “Il Canavese”. Dal 2009 è giornalista pubblicista. Dopo la laurea in Scienze della Comunicazione inizia un’avventura lavorativa nel mondo del digital marketing ma senza dimenticare la sua prima passione, la scrittura. Unisce questi due universi e diventa copywriter. Dal 2021 ritorna a vestire i panni della giornalista.

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