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venerdì 9 Dicembre 2022

“Toh” di Nicola Russo si fa in 8 in vista di Paratissima

Il "Toh" di Nicola Russo è stato rivisitato da 8 artisti diversi. Ecco le opere attualmente in mostra presso la Domus Lascaris e che verranno vendute all'asta di Paratissima

Nuovo capitolo per il “Toh” di Nicola Russo. Ieri sera si è svolta a Domus Lascaris la presentazione di “Hot  vol. 1”, vale a dire una rivisitazione dell’ormai noto “toretto oversize” da parte di 8 artisti. Le opere saranno in esposizione in via Lascaris 7 fino al 16 novembre, dopodiché saranno vendute all’asta di “Paratissima” il 18 novembre. Il 40% del ricavato – secondo i progetti originari – verrà donato alla fondazine Candiolo per la ricerca sul cancro.

A presenziare l’evento di ieri sera lo stesso Nicola Russo e 6 degli artisti che hanno partecipato all’iniziativa (due assenti giustificati per motivi di salute). Ognuno degli autori ha avuto modo di presentare il suo lavoro e ne offriamo qui una breve panoramica.

Le 8 rivisitazioni di “Toh” e i loro autori

Rawtella

L’artista ha presentato un “Toh” bicolore, metà bianco e metà azzurro, a indicare una sorta di bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. L’intento è quello di porre l’attenzione su una ricchezza idrica che un domani potrebbe non esserci più a causa dei cambiamenti climatici.

Max Petrone

Un “Toh” vestito di colori sgargianti ai limiti del kitsch. L’idea è di dare l’idea di un “fashion victim” che prova ad abbattere il conformismo quotidiano attraverso i vestiti. Il toretto prende così le forme di una tendenza, uno stile urbano e in ogni caso una realtà sociale che appartiene ai nostri tempi.

Alice Arduino

Il “Toh” di Alice Arduino è un supereroe con tanto di calzamaglia pop stilosa. Perché il toretto che rinasce dopo la pandemia è visto come un omaggio a tutti coloro che hanno combattutto e combattono, prima, durante e dopo il Covid. Sono i medici, gli infermieri, gli attivisti, i volontari e tutti coloro si spendono in favore di una società migliore, più civile e inclusiva. Proprio come i supereroi combattono per la giustizia.

Da sinistra a destra opere di: Jins, Rawtella, Max Petrone, Halo Halo

Nicolò Canova

L’artista punta sul concetto di rigenerazione. Il suo toretto appare bianco come una tela nuova sulla quale, un po’ alla volta, spuntano macchie di colore. È l’umanità intera che si sta ricreando e reinventando dopo lo scossone globale dovuto al Covid; siamo tutti noi che lentamente ci riappropriamo della nostra vita, con la speranza di aver imparato qualcosa.

Gec Art

Questo “minotauro domestico” (così come definito dall’autore) ha un senso di realtà e di umano che tocca tutti noi da vicino. È un toretto in mutande, un’immagine simbolo che ironizza sullo smart working, la vita casalinga durante il lockdown, e in generale la vita di ognuno di noi quando ci perdiamo nell’ozio delle mura domestiche.

Ermenegildo Nilson

Il toretto di Nilson si ricopre di delicate decorazioni blu che ricordano i vasi Ming cinesi. L’opera diventa in qualche modo doppiamente torinese perché oltre a riprodurre il noto simbolo cittadino ricorda anche suddetti vasi cinesi che abbondano nella collezione Savoia e presenti al Palazzo Reale di Torino.

Da sinistra a destra opere di: Alice Arduino, Gec Art, Nicolò Canova, Ermenegildo Nilson

Halo Halo

L’opera in questione si presenta accesa da un colore rosso vivo (non a caso si intitola “Hot”) come a suggerire un’idea di forza e potenza. Sul corpo del toro, una serie di trame decorative intricate e cervellotiche, tipiche dell’artista.

Jins

Il “fascino indiscreto della democrazia” è il titolo dell’opera e l’idea in questione viene rappresentata attraverso un mare ricco di pesci; al suo interno la vita ittica brulica come se fosse la nostra quotidianità, fatta di baci, liti, risate, paure e ferite. Pesci grandi che mangiano i più piccoli, ma anche apesci che si amano appasionatamente. È la nostra realtà e questo è il suo fascino.

Il “volume 1” presente nel titolo dell’esibizione lascia intendere che ci sarà un “volume 2”? Staremo a vedere. In attesa di scoprire le successive evoluzioni del “Toh” di Nicola Russo, vi invitiamo a leggere l’intervista che ci ha gentilmente rilasciato qualche tempo fa.  

Danilo D'Acunto
Danilo D'Acunto
Dopo una formazione classica ho proseguito gli studi specializzandomi con lode in Archeologia e Storia dell'Arte Antica presso l'università Federico II di Napoli. Da anni mi occupo di divulgazione e promozione culturale guardando con interesse tutti i campi del settore, dalla letteratura all'enogastronomia, passando per arte, storia e fumetto.

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