Portici di Carta 2026, Torino torna a essere la città dei libri

Per due giorni il centro di Torino si trasforma in una grande libreria a cielo aperto: oltre 120 appuntamenti, decine di librerie ed editori e un programma che porta la lettura fuori dalle sale e dentro la vita della città.

C’è un momento dell’anno in cui Torino sembra cambiare vocazione. Non servono grandi allestimenti né piazze trasformate in palcoscenici: bastano i suoi portici, i tavoli pieni di libri e migliaia di persone che camminano senza una meta precisa, fermandosi davanti a un romanzo, sfogliando un saggio o ascoltando uno scrittore. Sabato 10 e domenica 11 ottobre torna Portici di Carta, giunto alla diciannovesima edizione, e il centro della città si prepara ancora una volta a diventare una grande libreria a cielo aperto. Il percorso si sviluppa per circa due chilometri, da piazza Castello fino a Porta Nuova, trasformando una delle caratteristiche più riconoscibili di Torino in uno spazio dedicato alla lettura e all’incontro.

L’edizione 2026 porta con sé numeri importanti: sono previsti oltre 120 appuntamenti, con 70 librerie torinesi, 50 case editrici e 66 espositori del Libro ritrovato distribuiti lungo sedici aree tematiche. Non sarà quindi soltanto una manifestazione per chi arriva già sapendo quale libro comprare, ma un’occasione per scoprire autori, editori e generi diversi, lasciandosi guidare dalla curiosità. È proprio questa la particolarità di Portici di Carta: il libro non viene presentato come qualcosa da cercare in un luogo specializzato, ma entra nel percorso quotidiano della città, tra via Roma, piazza San Carlo, piazza Castello e le strade del centro.

Una festa del libro che parla a tutta Torino

La forza dell’appuntamento è anche nella sua capacità di mettere insieme pubblici molto diversi. Ci saranno incontri con autrici e autori, presentazioni, letture, attività per bambini, passeggiate letterarie e momenti dedicati alla scoperta dell’editoria piemontese. Tra gli ospiti annunciati figurano Tash Aw, Claudia Durastanti, Chiara Gamberale, Nicola Lagioia, Francesca Giannone, Diego De Silva, Enrica Tesio, Ermal Meta e Kento, in un programma che attraversa narrativa, poesia, attualità, musica e altre forme di racconto. La manifestazione mantiene così una caratteristica che negli anni è diventata quasi la sua firma: non chiedere al pubblico di entrare nel mondo dei libri, ma portare i libri direttamente nel cuore della città.

Uno dei fili conduttori dell’edizione 2026 sarà inoltre la figura di Dario Fo, ricordato nel centenario della nascita e nel decennale della morte. A lui sarà dedicato un incontro con Jacopo Fo, Matthias Martelli e Sergio Ariotti, un appuntamento che permette di rileggere una figura capace di muoversi tra teatro, satira, letteratura e impegno civile. È un omaggio che si inserisce bene nello spirito di Portici di Carta, dove il libro non viene considerato soltanto come oggetto da acquistare, ma come punto di partenza per parlare di cultura, società e memoria.

Dai grandi autori ai lettori più piccoli

Una parte importante del programma sarà dedicata anche ai bambini. In piazza San Carlo tornerà Mini Portici, uno spazio pensato per i più piccoli con laboratori, letture animate e incontri dedicati alla letteratura per l’infanzia. La scelta non è secondaria perché una manifestazione come Portici di Carta vive anche della capacità di costruire nuovi lettori e di trasformare il rapporto con i libri in un’esperienza condivisa tra genitori e figli. A completare questo percorso sarà poi Portici a scuola, in programma lunedì 12 ottobre, quando alcuni autori incontreranno gli studenti delle scuole torinesi.

Il programma guarda anche al mondo dell’editoria indipendente piemontese. Sabato 10 ottobre Torino ospiterà infatti una tappa dell’Independent Book Tour 2026, progetto dedicato alla scoperta di 27 case editrici indipendenti della regione, con un appuntamento alle Gallerie d’Italia nell’ambito di Portici di Carta. È un ulteriore segnale del legame tra la manifestazione e il territorio: accanto ai nomi più conosciuti trovano spazio realtà editoriali che spesso lavorano lontano dai grandi circuiti nazionali e che proprio in occasioni come questa possono incontrare direttamente i lettori.

Torino diventa una libreria senza pareti

C’è poi un aspetto che rende Portici di Carta particolarmente torinese. I portici non sono semplicemente lo sfondo dell’evento, ma diventano parte integrante della manifestazione. Chi passeggia nel centro può incontrare un banco di libri mentre sta andando al lavoro, fermarsi durante una passeggiata, entrare in una conversazione con un autore o acquistare un volume senza averlo programmato. Per un fine settimana la città assume così una dimensione diversa, più lenta e curiosa, nella quale la lettura si intreccia con il movimento delle persone e con la vita commerciale del centro.

È anche per questo che Portici di Carta va oltre il tradizionale concetto di fiera. Non ci sono soltanto stand e presentazioni, ma un’intera città che viene utilizzata come spazio culturale. Il percorso tra piazza Castello e Porta Nuova permette di attraversare Torino seguendo una sorta di filo letterario, con sedici aree tematiche che spaziano dalla narrativa al fumetto, dai gialli alla poesia, dai viaggi alla storia locale. La cultura, in questo caso, non viene concentrata in un unico edificio: si distribuisce lungo le strade e diventa accessibile anche a chi si avvicina all’evento semplicemente per curiosità.

Un appuntamento gratuito nel cuore della città

La maggior parte degli appuntamenti di Portici di Carta è a ingresso gratuito, con prenotazione consigliata per gli eventi che la prevedono. Le passeggiate letterarie hanno invece un costo simbolico di 5 euro. È una formula che contribuisce a mantenere la manifestazione fortemente aperta alla città e a un pubblico molto ampio, dai lettori abituali a chi entra per la prima volta in una libreria o si lascia attirare da un titolo visto su un banco.

Il vero valore dell’appuntamento, però, potrebbe essere proprio quello che non compare nei numeri del programma. Portici di Carta crea infatti un’occasione di incontro tra persone che hanno in comune una passione, ma anche tra chi quella passione la coltiva già e chi invece è ancora alla ricerca del libro giusto. In una città abituata a raccontarsi attraverso la cultura, l’editoria e i grandi eventi, per due giorni Torino torna semplicemente a fare una cosa antica: camminare, parlare e scegliere un libro.

Il weekend in cui Torino si mette a leggere

L’appuntamento è fissato per il 10 e 11 ottobre 2026, con il centro cittadino protagonista di un programma che coinvolge librerie, editori, autori, famiglie e lettori di ogni età. La diciannovesima edizione conferma una formula ormai riconoscibile, ma continua ad avere un elemento difficile da replicare altrove: la possibilità di trasformare uno dei simboli urbanistici di Torino, i suoi portici, in un enorme spazio culturale aperto a tutti.

Per un fine settimana, dunque, non sarà necessario entrare in una libreria per incontrare un libro. Basterà uscire di casa e attraversare il centro. Tra una piazza e l’altra, tra un caffè e una vetrina, Torino sarà ancora una volta una città da leggere.

Norbert Ciuccariello
Norbert Ciuccariello
Classe 1976, fondatore del quotidiano web nazionale il Valore Italiano e del quotidiano locale Torino Top News. Oltre a ricoprire l’incarico di editore e giornalista pubblicista è un imprenditore impegnato nel settore della moda e della contabilità.

Related Articles

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Seguici sui social
PUBBLICITÀ
- Advertisement -spot_img

Latest Articles