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sabato 28 Maggio 2022

Protesta davanti al Politecnico accusato di collaborare con Frontex per il respingimento dei migranti in Europa

Mercoledì 17 novembre sarà organizzato un presidio di protesta davanti al Politecnico di Torino accusato di collaborare con Frontex al respingimento dei migranti in Europa proprio in occasione dell'inaugurazione dell'anno accademico

Il Politecnico è sotto accusa. La motivazione? Essere un collaboratore di Frontex e partecipare, anche se in maniera indiretta, al respingimento dei migranti in Europa.

Il “j’accuse” giunge da numerose realtà associative, da enti tra cui numerosi Atenei italiani oltre che da studenti, professori e cittadini contrari all’accordo intessuto tra l’Ateneo e l’agenzia europea. Ad unirsi è anche l’Unione Sindacale di Base che ha puntato il dito contro l’università torinese tacciandola di contribuire, tramite una sua Società partecipata, a respingere i migranti in Europa.

Frontex, specifichiamo, è l’agenzia europea della guardia di frontiera e costiera e si occupa di assistere nella protezione delle frontiere esterne dello spazio di libera circolazione dell’UE quindi della zona non di sua competenza. Tra i compiti di assistenza attuati dall’agenzia vi è anche il rimpatrio al paese d’origine dei migranti irregolari, dei richiedenti asilo le cui domande non sono state accolte o delle persone il cui visto o permesso di soggiorno risulti scaduto.

Il j’accuse del Unione Sindacale di Base contro il Politecnico

L’USB ha accusato severamente il Politecnico di Torino ritenendo inaccettabile che un’Università pubblica investa le proprie risorse riservate alla ricerca in operazioni incompatibili con i propri fini statutari.

“Mentre in Bielorussia e nel mediterraneo migliaia di profughi sono rimandati a casa o fatti morire di stenti grazie soprattutto all’indifferenza dell’Europa, il Politecnico di Torino permette ad una sua Società partecipata di fornire gli strumenti necessari all’agenzia europea Frontex per monitorare i confini europei e per respingere i profughi” si legge nel comunicato diramato dal Sindacato.

La posizione del Sindacato è quindi ferma in tal senso e la richiesta rivolta all’Ateneo torinese da parte di USB ma anche del Collettivo studentesco “Cambiare Rotta” è quella di interrompere al più presto l’accordo con Frontex. A tal proposito USB ha anche firmato nelle scorse settimane un appello del coordinamento Lasciateci Entrare.

Appello contro Frontex

La protesta sarà organizzata in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico

Il Collettivo “Cambiare Rotta” in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico 2021/2022 del Politecnico ha inoltre organizzato, domani mercoledì 17 novembre una protesta alle 10.30 davanti alla sede di Corso Duca degli Abruzzi. Aderirà anche USB Piemonte e BDS TORINO.

“Auspichiamo che il Politecnico receda assieme alle sue partecipate dal rapporto con Frontex, ma ci impegneremo con tutti gli strumenti possibili a fermare questa e tutte le operazioni che gli Atenei attivano, con il solo scopo di attirare risorse di privati senza scrupoli. Lo faremo condividendo le iniziative con l’intera comunità accademica e con le Onlus che, pur in assenza di contributi dall’Unione Europea, si stanno impegnando nell’assistenza ai profughi” hanno commentato dall’USB Immigrati di Torino.

Il Collettivo “Cambiare Rotta” ha promesso nel comunicato pubblicato sulla pagina Facebook di “rovinare la passerella al Rettore Saracco e a tutta l’amministrazione del Politecnico”.

L’intento del collettivo di cui fanno parte ricercatori, docenti e studenti è quello di smascherare la vera natura di questi accordi e svelare il teatro degli interessi volti a sfruttare il business dell’immigrazione e la manodopera migrante”.

La richiesta da parte del collettivo studentesco è la cessazione di ogni accordo tra Frontex e l’università torinese ma anche una maggiore trasparenza sugli accordi stipulati ancora oggi non resi pubblici e accessibili nemmeno agli stessi ricercatori, docenti e studenti che lavorano al progetto. Infine ha sottolineato come coloro che si rifiutano di lavorare a questo progetto non debbano incorrano in provvedimenti disciplinari rischiando lo stipendio e il posto di lavoro.

La collaborazione contestata tra Politecnico e Frontex

Ad essere contestato è l’esito di un bando da 4 milioni indetto da Frontex nel luglio scorso per la produzione di mappe e infografiche su un tratto di circa 2 mila km quadrati tra Polonia e Russia, la cui destinazione d’uso non è stata però comunicata apertamente.

Il Politecnico di Torino ha contribuito al progetto tramite l’interazione tra il suo Dipartimento interateneo DIST di Scienze, Progetto e Politiche del Territorio e la propria associazione no-profit Ithaca, un centro di ricerca dedito al supporto alle attività umanitarie.

Questa collaborazione, sostengono i Sindacati, ha stravolto il mandato statutario dell’Ateneo piemontese consistente nell’individuare strumenti per affrontare disastri ambientali e umanitari. Ma lo stravolgimento è stato reso ancora più evidente dalla fusione tra la stessa Ithaca e la fondazione LINKS costituita nel 2016 dal Politecnico di Torino e dalla Fondazione San Paolo presieduta dal suo precedente Rettore ovvero il professor Profumo.

Da quanto si apprende dal documento ufficiale del progetto di fusione tra Ithaca e Links, la prima azienda opera in situazioni di catastrofi naturali e a favore delle popolazioni colpite quindi ha chiari intenti umanitari e sociali mentre la seconda si indirizza a progetti economici di natura architettonica e ingegneristica. Una fusione che ha destato non poche perplessità.

Il Politecnico di Torino è a conoscenza della questione sollevata nei suoi confronti e si è riservato di rispondere alle accuse a seguito della protesta.

Rossella Carluccio
Rossella Carluccio
Classe 1983. Ha iniziato con il giornalismo locale nel 2005 lavorando prima per “Il Risveglio” e poi per “Il Canavese”. Dal 2009 è giornalista pubblicista. Dopo la laurea in Scienze della Comunicazione inizia un’avventura lavorativa nel mondo del digital marketing ma senza dimenticare la sua prima passione, la scrittura. Unisce questi due universi e diventa copywriter. Dal 2021 ritorna a vestire i panni della giornalista.

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