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domenica 4 Dicembre 2022

Orti Generali: la trasformazione Verde nel Quartiere di Mirafiori Sud

Il Progetto Orti Generali realizzato sulle rive del torrente Sangone a Mirafiori Sud ha permesso di creare un parco di orti urbani per i cittadini desiderosi di diventare contadini dove prima c’era un’area agricola in completo abbandono.

Far riscoprire l’agricoltura urbana riqualificando un’area cittadina vittima di abusivismo e degrado. Questa l’idea cardine alla base del progetto “Orti Generali”, nato circa una decina di anni fa nel quartiere di Mirafiori Sud con l’obiettivo di creare un’impresa sociale innovativa e rigenerante per trasformare e ridare ai cittadini aree agricole altrimenti compromesse.

Il progetto Orti Generali ideato da Stefano Olivari, Matteo Baldo e Isabella Devecchi fa parte di un progetto molto più ampio, il progetto di ricerca Miraorti: un percorso di progettazione partecipata che ha coinvolto non solo i responsabili del progetto ma anche scuole, associazioni, ortolani nonché gli abitanti del quartiere di Mirafiori Sud.

Il progetto iniziale prevedeva la realizzazione di un grande parco agricolo lungo il fiume Sangone collocato su Strada del Drosso sul lungo fiume verso la zona che confina con il comune di Beinasco. Questo territorio era caratterizzato all’epoca da usi illegali dei suoli, orti abusivi e molto spesso discariche a cielo aperto” racconta Matteo Baldo.

L’intento dei responsabili del progetto è stata sin da subito quello di restituire questa porzione di territorio collocata in un’area marginale del Comune alla cittadinanza dando la possibilità di usufruire di un orto urbano non solo a pochi ma a chiunque desiderasse occuparsi pienamente di un terreno da coltivare.

Quando è nato il progetto di Miraorti abbiamo voluto dare continuità a chi aveva fatto un buon uso dell’area e a chi aveva mantenuto un presidio corretto del territorio. Ma volevamo anche ingrandire e dare anche a chi ne era stato escluso la possibilità di poter gestire autonomamente un piccolo appezzamento di terreno” continua Matteo Baldo.

Questa idea è stata anche la tesi della laurea in Architettura del Paesaggio di uno dei fondatori del progetto, Stefano Olivari ovvero la riqualificazione delle sponde del torrente Sangone.

Mentre Matteo Baldo ha scelto come oggetto di indagine dopo il percorso universitario in sociologia l’orticoltura urbana sviluppando indagini esplorative e quantitative sul parco agricolo del Sangone.

Il desiderio di unire innovazione, ricerca, inclusione sociale con l’agricoltura urbana ha avuto come esito un progetto dal grande respiro, un piccolo orgoglio per il quartiere di Mirafiori e per l’intera città di Torino.

Orti Generali, il progetto di riqualificazione verde a Mirafiori Sud
Orti Generali, il progetto di riqualificazione verde a Mirafiori Sud

Agricoltura urbana: come nasce il progetto di Orti Generali

L’idea di realizzare orti ad uso privato dando la possibilità ai cittadini, da soli, in gruppo, in famiglia o come associazione, di cimentarsi con la coltivazione agricola nasce nel 2012. Il territorio interessato è quello che corrisponde al parco fluviale sulle rive del torrente Sangone anche chiamato “Parco Piemonte” sito nel quartiere Mirafiori Sud.

Abbiamo depositato il progetto di Miraorti presso il Comune di Torino presentando un bando che garantiva la trasformazione del terreno. Il lotto dove adesso sono stati realizzati gli Orti Generali è stato correttamente approvato e ci è stata data una concessione di 15 anni sul suolo. Il progetto iniziale riguardava un territorio più ampio ma la concessione è stata approvata al momento solo su 3 ettari di terreno. I primi due ettari sono stati trasformati in 160 orti dopo un lungo periodo di bonifica dell’area. La società Amiat ha collaborato con noi per sanificare e bonificare l’area in circa un anno e mezzo dato che il terreno era stato precedentemente abusato ed utilizzato come discarica abusiva” racconta il curatore del progetto Matteo Baldo.

Nel 2012 il progetto Orti Generali ha vinto il bando indetto dal MIUR Smart cities and Communities and Social Innovation permettendo di ottenere i finanziamenti necessari per iniziare il progetto. Grazie a 320 mila euro di finanziamento è stato possibile sviluppare quella che era allora una start up di impresa sociale avviando nel contempo anche la trasformazione fisica del terreno che oggi ospita gli Orti. Il progetto ha avuto anche il sostegno di numerosi enti privati sul territorio come la Compagnia San Paolo, IREN e CRT che hanno sostenuto con finanziamenti a fondo perduto l’iniziativa.

Nel progetto iniziale c’era un’ulteriore ettaro approvato dal bando che era all’origine una cava di sabbia abbandonata e rappresentava anche la zona maggiormente inquinata e compromessa dell’area.

In questa porzione sorgeva anche una decadente casa del guardiano che è stata riconvertita a chiosco, dove tutt’oggi sorge il Chiosco degli Orti Generali gestito da Giuseppe Olivari. Mentre un altro fabbricato rurale abusivo presente è stato correttamente accatastato ed oggi ospita una piccola fattoria didattica, ovvero una piccola stalla con pollaio.

Nei primi tre mesi ci siamo occupati della riqualificazione della zona procedendo con l’aratura del terreno e dotandolo di un corretto sistema di irrigazione centralizzato. Abbiamo bonificato e livellato l’area interessata cercando però nel possibile di mantenere inalterate le architetture precedenti” continua Matteo Baldo.

A maggio 2019 sono stati ufficialmente assegnati gli orti e sono stati coinvolti 200 ortolani in questo grande progetto di riqualificazione verde: ogni ortolano ha la gestione autonoma di un singolo orto di varia metratura in cui seminare, piantare e curare per poi veder crescere (ed ovviamente poi consumare) i propri prodotti della terra.

“La gestione degli orti viene data in concessione ai privati con il pagamento di una quota associativa. Noi ci occupiamo di accompagnarli in questo nuovo percorso sostenendo i contadini nell’avviamento del loro piccolo appezzamento di terreno e dando formazione su tutto ciò che concerne l’orticoltura biologica. Attuiamo la sostenibilità ambientale ma non tralasciamo l’innovazione tecnologica che permette anche di rispettare maggiormente l’ambiente” commentano i responsabili del progetto.

All’interno del sito è possibile ricevere inoltre consigli utili sulla semina, sulla coltivazione con metodo biologico e vengono fornite informazioni sulla centralina che rileva meteo, umidità e temperatura locali. Inoltre i “contadini urbani” vengono dotati di un utile calendario delle colture con dettagliate schede delle piante ed alert specifici sui trattamenti biologici preventivi da utilizzare sulle piante.

Attualmente non vi sono lotti liberi di terreno ma si può fare richiesta contattando i referenti degli Orti Generali oppure accedendo al sito del progetto per poter essere inseriti nella Lista di Attesa.

La richiesta è molto alta. Abbiamo richiesto di ampliare il terreno da trasformare in orti allargandoci verso le aree limitrofe, al momento non utilizzate, e abbiamo presentato domanda all’Ufficio di competenza del Comune di Torino per altri 2 nuovi ettari di terreno. Al momento stiamo aspettando risposta. Il progetto iniziale in realtà contava tutta l’area ma alla presentazione del bando è stata inserita solamente una porzione di questo terreno” commentano i referenti del progetto.

Orti Generali: orti urbani, una fattoria didattica ed un polo dedicata alla formazione dell'agricoltura urbana
Orti Generali: orti urbani, una fattoria didattica ed un polo dedicata alla formazione dell’agricoltura urbana

Il polo didattico degli orti: perché contadini informati si possa diventare

Il progetto di Orti Generali annovera al suo interno anche un polo didattico dove imparare, con corsi di formazione teorica e pratica, attività e laboratori tutte le tematiche legate all’agricoltura biologica, orticoltura e ai lavori rurali.

All’interno degli Orti Generali sono organizzati anche micro progetti dedicati alla formazione indirizzati alle scuole curati dal Responsabile della Didattica Davide Di Nasso: periodicamente vengono organizzate gite, laboratori e momenti di didattica per i bambini e le famiglie con l’obiettivo di far (ri)scoprire l’attività degli orti, degli animali della fattoria e dell’apiario alle nuove generazioni.

Orti Generali è anche un incubatore di progetti e una rete per le numerose associazioni sul territorio: molte realtà del terzo settore collaborano attivamente con il “progetto verde” di Mirafiori Sud come la Cooperativa “Il punto” o l’associazione “Adulti in carrozzina”.

Inoltre l’ente è anche attivo con l’Università di Torino: con il dipartimento di Biologia sono stati sviluppati corsi legati all’inquinamento e a come creare un parco sostenibile mentre con il dipartimento di Agraria si sono tenuti laboratori sulla rigenerazione del suolo con l’obiettivo di impartire le giuste linee guida per evitare di consumare un terreno agricolo.

L’idea di una trasformazione verde nel quartiere di Mirafiori Sud non si esaurisce solo nel ricollocare e trasformare zone di terreno una volta abusive a orti in cui privati possono cimentarsi con la coltivazione attiva della terra e dei frutti che questa può dare.

Nel corso degli ultimi anni i responsabili del progetto si sono impegnati anche a piantare nuovi alberi: sono 330 gli alberi tra quelli da frutto di mele e pere di un’antica varietà piemontese e salici ad essere risorti lungo i filari degli Orti in Strada Castello di Mirafiori.

Una vera rinascita verde e una boccata di puro ossigeno che gli abitanti di Torino stavano da tempo aspettando.

Rossella Carluccio
Rossella Carluccio
Classe 1983. Ha iniziato con il giornalismo locale nel 2005 lavorando prima per “Il Risveglio” e poi per “Il Canavese”. Dal 2009 è giornalista pubblicista. Dopo la laurea in Scienze della Comunicazione inizia un’avventura lavorativa nel mondo del digital marketing ma senza dimenticare la sua prima passione, la scrittura. Unisce questi due universi e diventa copywriter. Dal 2021 ritorna a vestire i panni della giornalista.

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