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giovedì 29 Settembre 2022

Nuove aggressioni al carcere di Torino: ispettore preso a pugni

Tra giovedì 15 e sabato 20 settembre diversi episodi di violenza nei confronti di agenti penitenziari si sono verificati all'interno del carcere delle Vallette. I sindacati denunciano la 'totale indifferenza' dell'Amministrazione penitenziaria, della ministra della Giustizia Cartabia e della politica.

Non si ferma l’escalation di violenza all’interno del carcere delle Vallette di Torino: dopo gli episodi denunciati dal nostro giornale la settimana scorsa, altri gravi episodi si sono verificati all’interno della struttura penitenziaria torinese. Giovedì 15 settembre un detenuto italiano non gradendo uno spostamento di cella presso la sezione nuovi giunti ha tirato due violenti pugni ad un ispettore, uno sul volto e l’altro al collo, procurandogli lesioni personali giudicate guaribili all’Ospedale Maria Vittoria in 7 giorni. Nello stesso giorno un giovane detenuto di nazionalità rumena è evaso, non rientrando dal lavoro all’esterno all’istituto cui era stato ammesso.

Sabato 17 settembre un delinquente appartenente alla criminalità organizzata di stampo mafioso, sottoposto al regime di alta sicurezza, italiano, al diniego opposto dall’assistente di polizia penitenziaria, in servizio nella sezione detentiva a recarsi in un’altra sezione ove sono ristretti detenuti comuni, sferrava un violento schiaffo in volto allo stesso. Il poliziotto veniva trasportato d’urgenza all’Ospedale Maria Vittoria e successivamente dimesso con una prognosi di 5 giorni.

E infine ieri (18 settembre) un detenuto di nazionalità marocchina ha lanciato il piatto di pasta in faccia all’agente, attingendolo ripetutamente con sputi al volto

Le sigle sindacali OO.SS. SAPPE, OSAPP, UIL PA P.P., SINAPPE, FNS CISL, FSA CNPP, F.P. CGIL PP. del comparto sicurezza Polizia penitenziaria lanciano un appello chiedendo a tutte le autorità a qualsiasi livello di intervenire per quanto di rispettiva competenza in considerazione della drammatica situazione in cui è precipitato l’istituto torinese: “Una situazione simile oltre ad essere altamente pericolosa è dannosa per tutti indistintamente. Chiediamo a gran voce aiuto a tutte le autorità ognuno per la parte di propria competenza affinché si ponga fine a questa incresciosa situazione“.

Nella missiva i sindacati denunciano una situazione che sembra “essere sfuggita di mano ai vertici dell’istituto” al punto che “gli agenti e anche sottufficiali di polizia non possono svolgere più il proprio lavoro senza essere aggrediti con tanta disinvolta violenza“. LA richiesta è quella che l’Amministrazione penitenziaria applichi le norme volte a prevenire tali situazioni di evidente disordine e di pregiudizio alla sicurezza dello stesso istituto e degli agenti che la direzione torinese, quale datore di lavoro ex DLgs n.81/08 è tenuta a tutelare, predisponendo strumenti e misure adeguate per consentire al personale di far rispettare le regole e garantire la propria e altrui incolumità. 

In mancanza di tali strumenti e indicazioni operative il personale non è in grado di fronteggiare questo genere di situazioni costringendo di fatto gli agenti a subire passivamente le autentiche angherie dei detenuti violenti

Infine l’invito a prendere provvedimenti e trovare soluzione ad un problema così grave viene esteso anche al capo del DAP, alla ministra della Giustizia Marta Cartabia e a tutto il mondo della politica “Se ci sono battano un colpo. La politica faccia altrettanto considerato l’escalation delle aggressioni a livello nazionale considerandole quale emergenza nazionale”.

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