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martedì 4 Ottobre 2022

Lotta allo spaccio in Barriera di Milano: 5 arresti e 7 denunce in poche ore

Tra gli arrestati un 24enne maliano che nascondeva le dosi di crack all'interno della confezione di una barretta di cioccolato ai cereali

Continua l’attività di controllo e monitoraggio da parte della polizia in Barriera di Milano, uno dei quartieri più caldi della città. Gli agenti nelle scorse ore hanno dato un segnale importante contro lo spaccio e la detenzione di sostanze stupefacenti, un fenomeno che da molti anni i residenti della zona denunciano e che in questi primi mesi dell’anno Prefettura e Questura stanno contrastando con tutte le proprie forze. In questo senso sono state fondamentali le sollecitazioni arrivate dal presidente della Circoscrizione 6, Valerio Lomanto, da tutta la giunta circoscrizionale e dall’arcivescovo di Torino Stefano Nosiglia.

Nel corso di serrati controlli che hanno interessato in particolar modo le vie Sesia, Malone, Montanaro, Scarlatti, Corso Palermo e Corso Giulio Cesare, personale del commissariato Barriera Milano, con l’ausilio di poliziotti del Reparto Prevenzione Crimine e del V Reparto Mobile, nelle scorse ore ha identificato un centinaio di soggetti stranieri: 5 di essi, dediti alla detenzione ed allo spaccio di sostanze stupefacenti, sono stati arrestati e 7 denunciati per reati inerenti alla violazione della legge sull’immigrazione e per porto di oggetti atti ad offendere.

Nascondeva la droga dentro una barretta di cioccolato

Tra gli arrestati un 24enne maliano che spacciava all’angolo di via Giachino e che utilizzava un metodo già noto alle forze dell’ordine: nascondeva le dosi di crack all’interno della confezione di una barretta di cioccolato ai cereali. Fermato anche un senegalese di 28 anni che alla vista degli agenti ha tentato di trovare riparo all’interno dello stabile di via Carmagnola, dove vive, senza peraltro riuscirvi: nel suo alloggio le dosi erano già pronte per essere portate in strada.

Nelle disponibilità dei pusher, i poliziotti hanno spesso ritrovato anche oggetti tecnologici, come cellulari e tablet, dati con ogni probabilità dagli acquirenti in cambio delle dosi di stupefacenti, nonché somme di denaro contante rilevanti. Sono infatti stati sequestrati oltre 5 mila euro, che molto probabilmente sono il profitto della droga venduta.

Appartamenti trasformati in laboratori e fughe con il monopattino

Due connazionali senegalesi di 47 e 24 anni avevano improvvisato un piccolo laboratorio nel loro appartamento: qui, infatti, gli agenti hanno sequestrato bilancini di precisione, lamette, forbici, accendini, cellophane, bicarbonato di sodio utilizzato per il taglio della sostanza, nonché oltre 200 grammi di cocaina ed eroina.

Infine, un ventiquattrenne senegalese è stati fermato mentre si spostava su via Stradella a bordo di un monopattino. Il giovane era noto agli operatori per trascorsi legati allo spaccio di sostanze stupefacenti. Anche questa volta è stato trovato in possesso di 12 dosi di crack, nascoste nelle parti intime e pertanto arrestato.

Barriera Milano
L’arresto del pusher avvenuto in corso Palermo (Facebook Verangela Vera Marino)

Pusher ingoia la droga dopo l’arresto, Verangela Marino: “Questi delinquenti vanno assicurati alla giustizia, non rimessi in libertà dopo pochi giorni”

Questa mattina in corso Palermo, all’altezza dell’angolo di Via Sesia, un pusher fermato e arrestato in flagranza di reato da alcune volanti della polizia. L’episodio è stato documentato con alcune fotografie e raccontato dalla consigliera di Circoscrizione 6 Verangela Marino, capogruppo di Fratelli d’Italia, che ha tributato un sentito ringraziamento nei confronti delle forze dell’ordine per l’impegno e la costanza dimostrata per smantellare il traffico di droga che imperversa nel quartiere Barriera di Milano.

Dalla sua pagina Facebook lancia un grido d’allarme e chiede pene più dure per gli spacciatori o addirittura, nel caso di cittadini stranieri, l’immediato rimpatrio: “Ribadisco che tutto questo lavoro che si sta portando avanti ormai da tempo, deve trovare una giusta collocazione, la gente va fermata, identificata ed arrestata, non rimessa in libertà dopo qualche giorno, se le carceri sono piene, che ne vengano aperte dalle altre o meglio ancora che questi delinquenti vengano assicurati alla giustizia del loro paese“.

Nella seconda parte del post la consigliera Marino denuncia la mancanza di un vero interesse politico che punti a smantellare per davvero il traffico di droga in questo quartiere. Il paragone è un po’ forte ma è come se Barriera di Milano fosse stata designata a essere la ‘zona franca‘ della città dove far convogliare tutta la delinquenza, in maniera tale da non intaccare gli altri quartieri.

Non serve impiegare uomini, forze e tempo quando alla fine non vi è la volontà politica di far cessare tutto questo traffico illegale di droga, – aggiunge Verangela ‘Vera’ Marino – sembra quasi che qualcuno abbia scelto volontariamente il quartiere di Barriera di Milano, come punto di ritrovo per delinquenti e criminali affinché non si spostino in altre zone, e vadano a minare la tranquillità e la serenità di determinate persone.”

Carlo Saccomando
Carlo Saccomando
Classe 1981, giornalista pubblicista. Poco dopo gli studi ha intrapreso la carriera teatrale partecipando a spettacoli diretti da registi di caratura internazionale come Gian Carlo Menotti, fondatore del "Festival dei Due Mondi" di Spoleto, Lucio Dalla, Renzo Sicco e Michał Znaniecki. Da sempre appassionato di sport lo racconta con passione e un pizzico di ironia. Attualmente dirige il quotidiano "Il Valore Italiano".

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