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giovedì 29 Settembre 2022

Lo Stato sta uccidendo le Partite IVA: la denuncia di Nico Drago, proprietario del Caffè Piazzi

La denuncia di Nico Drago, proprietario del Caffè Piazzi in zona Crocetta costretto a chiudere il suo locale dopo 18 anni dopo non aver ricevuto un aiuto concreto dallo Stato a seguito dell’emergenza pandemica

Sono ben 57 anni, di cui 18 trascorsi dietro il bancone del suo bar, il Caffè Piazzi situato in Via Giuseppe Piazzi 28 a Torino, nel quartiere Crocetta. Ed oggi costretto a chiudere la sua attività. Nico Drago è degno del suo nome: sputa fuoco e non ha paura di parlare mentre altri invece, anche se nella sua stessa identica e drammatica situazione, preferisco rimanere in silenzio.

La storia di Nico Drago è la storia di un singolo, di una piccola goccia in mezzo al mare ma che è appunto la cartina di tornasole di quel gran mare anzi di quel gran oceano di Partite IVA che nell’ultimo anno, a seguito delle restrizioni messe in campo per fronteggiare la pandemia da Covid-19, hanno dovuto chiudere i loro esercizi commerciali. Soccombendo alle molteplici cartelle esattoriali che come ci racconta Nico Drago “possono anche arrivare un venerdì sera giusto per guastarti il week end” ed ad uno Stato che prima si è dimenticato di loro e poi è tornato a bussare con insistenza alla porta per riscuotere proprio quando sarebbe necessario solo dare un momento per riprendere ossigeno.

Abbiamo incontrato Nico Drago nel suo locale, in zona Crocetta, in quello che si definisce il “Salotto di Torino”. Oggi anche qui, dopo il duro colpo inflitto dalla pandemia, si iniziano a vedere sempre più serrande di negozi tirate giù. E presto una di esse sarà anche quella del Caffè Piazzi.

Nico Drago Basta Soprusi

Il 70% di incasso in meno: la storia di come il lockdown ha ucciso il Caffè Piazzi

“Sono una partita IVA dal 1998, non ho avuto mai nessun problema prima, ho sempre rispettato le scadenze. Poi è arrivato il lockdown e mi ha ucciso. Il mio locale si trova in una zona di uffici. E non è vero che le misure di chiusura sono terminate, forse per gli statali ma non per i privati che non hanno ancora riaperto totalmente” ci racconta Nico Drago.

I numeri non mentono. Tantomeno quelli che escono dalla cassa del Caffè Piazzi che dopo il periodo di chiusura ha potuto riaprire ma registrando il 70% di incasso in meno. A dimostrazione del fatto che nel suo locale come in tutta la zona della Crocetta ci sia sempre meno gente, Nico ci mostra anche dei tagliandi di parcheggio riservati ai clienti spiegandoci che prima del lockdown ne prendeva 5 blocchi alla settimana (ognuno di essi contiene 10 tagliandi) e da quando ha riaperto ne ha acquistati solamente una decina in totale.

Sì, gente in giro ce n’è poca. E la paura invece è ancora tanto presente. Il barista del Caffè Piazzi ci rivela alcuni episodi emblematici, di come le persone abbiano timore di entrare dentro i locali e le attività commerciali.

Ad una situazione economica traballante si è aggiunto il fatto che il proprietario dei muri dove risiede il Caffè Piazzi ha deciso di aumentare l’affitto del locale. Questa è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e che ha dato la spinta a Nico di dire basta e chiudere definitivamente il locale. Il Caffè Piazzi chiuderà infatti i battenti ad aprile 2022.

Nei suoi 18 anni di attività e in meno di 40 mq di locale ha pagato 190 mila euro di affitti, 69 mila euro di dehor, 55 mila euro di immondizia, 72 mila euro di luce, 43 mila di commercialista, 18mila euro di assicurazione, 23mila di riscaldamento e spese condominiali, 68 mila euro di INPS. E queste sono solo le spese fisse. Nel 2015 Nico Drago ha dovuto pagare 100 mila euro per la licenza ( che sarebbe dovuta essere una parte della sua pensione ci confida) e che dal 31 di marzo come ammette anche lui verrà “butterà via”.

“Se chiude solo il caffè Piazzi non succede nulla, è una goccia in mezzo al mare. Ma tanti caffè Piazzi vicino che non ci saranno più per pagare un vigile urbano, per pagare una disoccupazione, un disabile, per pagare l’illuminazione pubblica? E io sono fortunato a non avere dipendenti, questi sennò avrebbero ulteriormente ingigantito la fabbrica di disoccupati” ha commentato Nico.

Il gruppo Facebook Basta Soprusi

Da sostenitore di IO APRO al gruppo Basta Soprusi: Nico Drago portavoce delle Partite IVA costrette a chiudere

Nico Drago non si è fermato solo a denunciare le cose che secondo lui non vanno. È stato anche protagonista di azioni concrete facendosi portavoce delle Partite IVA costrette a chiudere dopo che un enorme tsunami si è abbattuto su di loro e dei numerosi proprietari degli esercizi commerciali di Torino che stanno cercando oggi di rimanere a galla anche se le onde sono ancora davvero troppo alte.

“Quando è sopraggiunta la pandemia pensavamo che non fosse qualcosa di così grave da arrivare a una condizione economica del generale. Nei primi mesi sono stato zitto e non ho detto nulla. Poi nel frattempo ho cominciato ad avere qualche dubbio tanto che il 7 maggio del 2020 in pieno lockdown mi sono incatenato, ho dormito con la canadese davanti al bar ricorda Nico.

In quell’occasione Nico Drago ha voluto dare un gesto di protesta forte e ha manifestato proprio davanti al suo locale facendo anche lo sciopero della fame. Le sue battaglie sono continuate: ha preso parte a numerose manifestazioni in piazza, ha aderito al movimento “Io Apro” e ha sostenuto apertamente il movimento “Partite Iva Libere”.

Tra le iniziative in cui ha collaborato vi è una raccolta di beneficenza per una RSA del suo quartiere che aveva ricevuto lo sfratto. E nello scorso mese di aprile ha partecipato alla raccolta delle uova di Pasqua per i bambini dell’ospedale Regina Margherita.

Il vulcanico proprietario del Caffè Piazzi è stato infatti anche il fautore di iniziative di beneficenza indirizzate ad aiutare le attività in crisi della sua zona e i più deboli e bisognosi. Il suo obiettivo, in questi ultimi due anni, è stato quello di eliminare i soprusi che incrociava sul suo cammino. E anche per denunciare tutto ciò ha creato un gruppo Facebook “Basta soprusi” che oggi conta più di 1300 iscritti.

Nico Drago incatenato al suo bar

Uno Stato immobile che si è dimenticato delle Partite IVA. L’appello: “lasciateci respirare

Nell’illustrare la drammatica situazione economica a seguito dell’emergenza pandemica in cui versa il suo locale ma anche molteplici altre partite IVA a Torino Nico ricorre ad un’espressione quanto mai curiosa, quella utilizzata dai tre moschettieri “Tutti per uno e uno per tutti”.

“Dovrebbe essere così, un’unione tra partite iva, dipendenti e pensionati perché se la partita iva chiude di conseguenza ci va di mezzo il dipendente e non subito, ma nel tempo, ci andranno di mezzo anche i pensionati. Le partite IVA producono, sono l’asse portante del paese. E lo Stato invece di agevolarci ci colpisce ci spiega Nico Drago.

Ma gli aiuti sopraggiunti da parte dello Stato? “Elemosina” come li definisce Nico Drago. Ciò che aiuterebbe maggiormente le partite IVA secondo il proprietario del Caffè Piazzi sono gli sgravi fiscali, un azzeramento delle cartelle esattoriali e dei debiti e una riduzione della tassazione.

“Lo Stato si è dimenticato di noi da marzo 2020 fino a settembre 2021 e io chiedo allora allo Stato di dimenticarsi delle partite IVA ora per 3 e 4 anni, in modo che le attività, soprattutto nell’ambito della ristorazione che hanno subito maggiori complicanze durante le restrizioni messe in atto per fronteggiare la pandemia da Covid-19 possano prendere ossigeno. In due anni ho preso 6500 di ristori a fronte 800 euro di affitto del bar, come se per lo Stato non avessi famiglia né altre spese. Non servono aiuti reali ma serve che ci lascino in pace. Dobbiamo rialzarci. Noi non abbiamo paura del lavoro, abbiamo paura dello Stato che ti può affossare da un momento all’altro senza che tu te ne accorga si appella Nico.

Ma in questo momento di difficoltà economica che coinvolge soprattutto i piccoli esercenti anche i cittadini possono fare la loro parte? Secondo il barista di via Piazzi sì, acquistando nei negozi di quartiere e dando così il proprio contributo alle attività commerciali del proprio borgo.

Protesta di Nico Drago

“Una Repubblica democratica una volta fondata sul lavoro ora su PoltroneSofà”

Nicor Drago ha le idee chiare su quelle che sono le azioni concrete che la classe politica può fare per cercare di risolvere questa situazione che sta coinvolgendo 650 mila partite IVA.

E non ha paura di dire con una battuta che la misura del reddito di cittadinanza, seppur aiutando molte persone bisognose, ha anche per certi aspetti “aumentato gli azionisti di Poltronesofà”: ovvero ha prediletto i cittadini improduttivi che preferiscono stare comodi sul proprio divano ed affossato invece le persone che hanno voglia di lavorare e produrre.

E non ha paura neanche di dire che lo Stato invece che seguire la filosofia dei tre moschettieri sta seguendo un altro leit motiv quello del “Divide et impera” atto a dividere sempre più la popolazione anziché unirla.

Per dare un contributo rilevante alla sua zona e al suo quartiere Nico Drago si è anche candidato alle ultime elezioni amministrative per la Circoscrizione 1 nelle file di Fratelli d’Italia e per pochi voti non è entrato.

Nico Drago non si pone il problema di cosa succederà dopo aprile 2022. Per il momento chiude. Sicuramente non sarà più un’altra partita IVA ci confessa. Come asserisce “magari sarò un dipendente ma con la mentalità della partita IVA perché chi ce l’ha non la mollerà mai. L’azienda oltre a farla il titolare la fanno anche i dipendenti”.

Dopo aver conosciuto ed intervistato il protagonista della nostra storia ci è venuto spontaneo il parallelismo con Ivan Drago, l’acerrimo rivale di Rocky Balboa proprio per la tenacia e la veemenza che lo contraddistinguono.

Quello di cui siamo sicuri, a differenza del temibile e glaciale pugile sovietico, è che Nico continuerà a perorare le sue cause in difesa di chi è vittima di sopruso.

Rossella Carluccio
Rossella Carluccio
Classe 1983. Ha iniziato con il giornalismo locale nel 2005 lavorando prima per “Il Risveglio” e poi per “Il Canavese”. Dal 2009 è giornalista pubblicista. Dopo la laurea in Scienze della Comunicazione inizia un’avventura lavorativa nel mondo del digital marketing ma senza dimenticare la sua prima passione, la scrittura. Unisce questi due universi e diventa copywriter. Dal 2021 ritorna a vestire i panni della giornalista.

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