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venerdì 9 Dicembre 2022

Le proposte di Varaldo (AIEF), per controllare le comunità? serve una ‘patente a punti’

L’AIEF, Associazione Infanzia e Famiglia, il 22 settembre ha preso parte, rappresentata dal Presidente Varaldo, all’audizione in Commissione Parlamentare d’inchiesta sulle comunità che accolgono i minori.

La Commissione ha ritenuto la testimonianza di AIEF, che quotidianamente si occupa di questi temi, importante per comprendere a fondo la pluralità di aspetti e le criticità che attengono alla tematica degli allontanamenti dei minori dalle famiglie ed il loro conseguente collocamento in comunità.

Una relazione dettagliata, quella presentata in audizione da Varaldo, che è partita dal ricordare l’attualità della convenzione di New York sui diritti dell’infanzia che a trent’anni dalla sua ratifica, con la legge del 27 maggio 1991 n 176, continua a rappresentare uno dei capisaldi in materia.

“Non si può più non tenere conto, sostiene Varaldo, quando si parla di minori, della centralità della relazione affettiva tra i figli e i genitori e dell’importanza che il ruolo della famiglia riveste nelle società”.

AIEF in audizione in commissione parlamentare d’inchiesta: le considerazioni di Varaldo

Una relazione che ha altresì portato testimonianza di soprusi messi in atto da alcune comunità, la separazione dei fratelli e sorelle anche quando non vi è una disposizione del tribunale, la collocazione del minore fuori area di residenza della famiglia, la mancanza di un data base nazionale e quindi di dati chiari, oltre alla mancanza di standard minimi di qualità prefissati.

Durante l’audizione sono state presentate proposte e richieste puntuali da parte di Varaldo alla Commissione Parlamentare d’Inchiesta sulle comunità che accolgono i minori, affinché la stessa possa intervenire concretamente in merito ai tanti punti critici espressi.

Tra queste, accolte dalla Commissione d’Inchiesta:

  • La possibilità di acquisire, da tutte le Procure della Repubblica presso i tribunali per i minorenni, le relazioni delle comunità e le relazioni informative del procuratore previste dalla legge.
  • Provvedere ad effettuare accertamenti circa l’incompatibilità dei giudici onorari minorili che decidono su adozioni e affidamenti a casa famiglia che risultano direttamente o indirettamente tra i membri fondatori, azionisti, o consiglieri delle stesse strutture per minori.
  • Richiedere rendicontazioni che dettaglino le spese sostenute dalle strutture. E’ una necessità impellente comprendere come vengono impiegate le risorse pubbliche in questo settore.
  • Avviare un’indagine sul rapporto scuole-comunità.

Tra i punti messi in rilievo dal Dott. Varaldo: le richieste di controlli più ferrei all’interno delle comunità, una riforma della vigilanza che non si occupi solo degli aspetti strutturali ma anche della realizzazione progettuale sul minore, la chiusura delle comunità per minori che presentano estreme criticità e non risultano idonee allo sviluppo psicofisico del minore.

“Un controllo di qualità delle comunità, spiega Varaldo,  potrebbe passare attraverso l’idea di una ‘patente a punti’, che aumenta o diminuisce il punteggio della comunità in base ai progetti, per il sostegno e la crescita psico-fisica del minore, realmente realizzati dalla struttura. Si creerebbe così facilmente un sistema di meritocrazia e la possibilità di rigettare il mandato alle strutture che dovessero scendere al di sotto di un punteggio minimo prefissato. E’ fondamentale che le comunità siano luoghi di eccellenza”.

Le Comunità, spiega Varaldo, devono essere luoghi di permanenza temporanea

Le comunità, aggiunge Varaldo, dovrebbero essere dei luoghi temporanei, la permanenza massima dovrebbe essere di 24 mesi, i minori devono essere allontanati dalla famiglia d’origine solo come estrema ratio, la famiglia d’origine non deve mai essere abbandonata o esclusa ma anzi deve essere considerata parte attiva in tutte le fasi del progetto di intervento  al fine di poter predisporre al meglio il ritorno del minore presso la stessa.  Qualora ciò non fosse possibile, perché il minore è privo di genitori, questo dovrebbe essere davvero preparato a vivere fuori dalla comunità, raggiunta la maggiore età. Da qui si evince l’importanza di aiutarlo nel percorso scolastico che deve proseguire con buoni risultati nel corso della sua permanenza in comunità, altrimenti il rischio è che non possa trovare un posto di lavoro e mantenersi una volta fuori dalla comunità”.

“La realtà purtroppo dimostra, sottolinea Varaldo, che sono ancora numerosi i casi di violazione dei diritti all’interno delle strutture comunitarie dove, oltre a gravi criticità in ambito di controllo, monitoraggio, vigilanza, sono evidenti mancanze di precise normative aggiornate ed uniformi. Nell’Italia del 2021 non è più possibile,  tenere aperte delle comunità per minori che presentino gravi criticità o peggio ancora, violino i diritti dei minori ospitati. Non è più ammissibile che lo Stato non abbia contezza di quanti siano i minori nelle comunità e soprattutto quante siano le comunità presenti sul territorio nazionale. Serve con urgenza, non possono più esistere rimandi al riguardo, una banca dati”.

Una relazione plaudita da chi presiedeva la commissione e dai parlamentari presenti i quali hanno posto molte domande al Presidente Varaldo a dimostrazione che l’Associazione AIEF è considerata punto di riferimento a cui attingere per comprendere le problematicità del sistema che deve tutelare il supremo bene del minore.

Come AIEF, spiega in audizione il Presidente Varaldo, “auspichiamo che in tale direzione debbano essere richiamati ed indirizzati tutti gli sforzi degli attori, pubblici e privati, che operano in questo contesto. Riteniamo e ribadiamo che occorre investire maggiormente anche e soprattutto sulla prevenzione dei disagi familiari con interventi mirati alla salvaguardia dell’integrità del nucleo familiare, al fine di limitare il più possibile ogni allontanamento”.

Erica Venditti
Erica Venditti
Erica Venditti, Classe 1981, giornalista pubblicista dal 2015. Ho conseguito in aprile 2012 il titolo di Dottore di Ricerca in Ricerca Sociale Comparata presso l’Università degli studi di Torino. Sono confondatrice del sito internet www.pensionipertutti.it sul quale mi occupo quotidianamente di previdenza.

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