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mercoledì 10 Agosto 2022

Embraco: i lavoratori riceveranno dalla Whirlpool 7 mila euro. Ma poi per loro più nessun ritorno al lavoro

Domani i lavoratori Embraco riceveranno la comunicazione ufficiale del risarcimento. Scarse le possibilità di un loro ritorno al lavoro o di un risvolto positivo per l’azienda di compressori a Riva di Chieri

Sono 7 mila gli euro lordi che riceveranno a testa gli operai dell’ex Embraco da parte della Whirlpool come risarcimento. Domani giungeranno le comunicazioni da parte del Tribunale di Torino ai 391 operai licenziati dell’azienda di compressori del torinese.

Ma dopo quello che anche i sindacati hanno definito un “piccolo risarcimento” non ci sarà altro. Nessuna chance di tornare al lavoro per i dipendenti dello stabilimento di Riva di Chieri. La chiusura dello stabilimento sembra definitiva.

Qualcuno ha anche vociferato di un possibile acquirente per l’azienda nelle settimane scorse ma il sindacalista Arcangelo Montemarano della Fim-Cisl di Torino conferma sconsolato che non c’è nulla al riguardo.

I sindacalisti sono ormai sfiduciati anche sulla possibilità di un ritorno al lavoro per gli operai dell’azienda.

“È una brutta pagina della storia industriale del nostro paese” ha commentato Montemarano all’Agenzia “Dire”, poco prima dell’inizio della seconda giornata del congresso territoriale.

lavoratori Embraco protesta

Ai lavoratori dell’ex Embraco solamente 7 mila euro lordi

Whirlpool, l’azienda che controlla ora l’Embraco, ha messo a disposizione nove milioni di euro nel fondo Escrow per gli operai licenziati dell’ex Embraco. Ma tolte insinuazioni, alcune anche dei lavoratori, il pagamento dei fornitori e le spese della curatela, che ammontano a 700 mila euro, alla fine resteranno solamente 7 mila euro lordi a lavoratore. Il sindacato sperava che i nove milioni del fondo andassero tutti ai lavoratori, ma non è andata così.

“Domani riceveremo comunicazione della trattativa tra i gestori del fondo Escrow e il curatore fallimentare. Dal ministero dello Sviluppo non ci hanno mai chiamato, potevano farlo, anche solo per dirci che era finita. Ma non è successo” conclude il sindacalista Montemarano .

La richiesta di aiuto a Mattarella da parte degli operai dell’ex Embraco

I 391 operai dell’Embraco fino a fine gennaio 2022 saranno in cassa integrazione. Ma conclusi gli ultimi due mesi di ammortizzatori sociali giungerà per loro il licenziamento definitivo.

Qualche settimane fa gli operai ex Embraco hanno consegnato al prefetto una lettera in cui si richiede al capo dello Stato Sergio Mattarella, in quei giorni in visita alla città di Torino, di intervenire in qualche modo.

“Siamo 391 famiglie, sempre più disperate, da anni sopravviviamo con le poche risorse della cassa integrazione, molti hanno dovuto fare sacrifici impensabili come quello di vendere la propria abitazione, e in tanti dobbiamo ringraziare gli aiuti materiali forniti da Caritas e altre organizzazioni che si occupano di sostegno alla povertà – si legge nella missiva indirizzata a Mattarella“Ci appelliamo a lei, Presidente, che è il Capo dello Stato e il garante della nostra Costituzione: una multinazionale non può cancellare i diritti di cittadine e cittadini in questa maniera, dopo aver sfruttato tutto quello che poteva. L’assenza dello Stato deve finire, si torni ad applicare quanto scrissero i nostri padri.

Fonte “Agenzia DIRE”

Rossella Carluccio
Rossella Carluccio
Classe 1983. Ha iniziato con il giornalismo locale nel 2005 lavorando prima per “Il Risveglio” e poi per “Il Canavese”. Dal 2009 è giornalista pubblicista. Dopo la laurea in Scienze della Comunicazione inizia un’avventura lavorativa nel mondo del digital marketing ma senza dimenticare la sua prima passione, la scrittura. Unisce questi due universi e diventa copywriter. Dal 2021 ritorna a vestire i panni della giornalista.

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