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sabato 3 Dicembre 2022

La pizzeria “Uagliò” di Torino premiata da “50 Top Pizza”: intervista ai proprietari

Abbiamo parlato con i proprietari di "Uagliò" e sperimentato la loro pizza, che recentemente è stata inserita nella classifica di "50 Top Pizza"

“Uagliò”, che in dialetto napoletano significa “ragazzo”, è la pizzeria torinese che recentemente ha ottenuto un notevole riconoscimento. Il locale infatti è stato inserito in una delle classifiche più ambite dai pizzaioli, soprattutto perché riconosciuta a livello internazionale.

Si tratta della classifica di “50 Top Pizza”, considerata una Bibbia e un vademecum da tutti gli amanti della pizza, in particolare all’estero. Totalmente affidabile, chi scrive può testimoniare la sua attendibilità avendo avuto la fortuna (e il piacere) di provare diverse pizzerie presenti nella lista, di cui confermo la qualità.

Abbiamo già dato uno sguardo alle pizzerie del Nord Italia inserite in classifica, adesso ci focalizziamo con piacere su questa gustosa eccellenza di Torino.

“Uagliò”, una pizza democratica

Alla base della filosofia di “Uagliò” c’è l’idea di “pizza democratica”, vale un tipo di pizza accessibile a tutti a livello economico. Difatti i prezzi del menu sono estremamente competitivi, andando dai 5 euro della “Marinara di Carla” a un massimo di 8,5 euro di pizze come la “Amalfish” o la “Voilà”.

Tutte le pizze utilizzano ingredienti di qualità, come la mozzarella DOP, l’olio EVO o le nocciole del Piemonte IGP. Completano il menu ulteriori prodotti ricercati quali la soppressata toscana, la stracciatella barese o la cipolla di Tropea.

La pizza “Nduja & sour”, perfetto equilibrio di sapori

Una pizzeria attenta ai sapori

La pizza di “Uagliò” si colloca a buon diritto nella tipologia “gourmet”, presentando ricercatezza e soprattutto un modo intelligente di dosare i gusti. L’attenzione con cui i sapori vengono equilibrati denota una ideale commistione tra tradizione (valga l’esempio del “ragù napoletano di mammà”, come si legge nel menu) e lo studio gastronomico di alta cucina, come testimoniato dalla pizza “Nduja & sour”, che accosta ‘nduja di Spilinga e pomodorini gialli.

Con questa pizza abbiamo un giusto accostamento ottimamente bilanciato tra la nota forte data dal piccante della ‘nduja e quella tendenzialmente dolce del pomodorino giallo, autentico vip nella famiglia dei pomodori. Completano il tutto un raffinato olio all’arancia, che conferisce alla pizza un tono spigliato e gradevole, dove la sfumatura acida dell’agrume stempera e pulisce il grasso della ‘nduja. Assolutamente perfetta.

La stessa attenzione ai sapori la ritroviamo nell’interessante fusion gastronomica del friariello napoletano saltato con lo zenzero nella pizza “Bra’v”. Del resto Napoli che si combina con l’Asia non è cosa inusuale, dato che la città partenopea ospita l’Orientale, ovvero la più antica università d’Europa di studi asiatici e sinologici.

“Uagliò” è una pizzeria che trae benificio dall’esperienza stellata della cuoca Carla Ferrari che, come leggeremo nell’intervista, riveste un ruolo importante all’interno del locale.

Carla Ferrari e Gennaro Generoso, i proprietari di “Uagliò”

L’intervista ai proprietari di “Uagliò”

DD: Chi c’è dietro la realtà di “Uagliò”?

GG: La pizzaiola di “Uagliò” è Carla Ferrari, francese di 25 anni, e poi ci sono io, Gennaro Generoso.

DD: Qual è la vostra storia? Come nasce la pizzeria?

GG: Carla, ex-cuoca nei ristoranti stellati di Parigi ha conosciuto me, napoletano, che però non sapevo nulla di pizza. Avevamo voglia di democratizzare il cibo di qualità e renderlo accessibile a tutti attraverso una pizza fatta con ingredienti di qualità, di piccoli produttori, rispettando e creando nuove ricette in base alle stagione, ad un prezzo giusto per tutti dal contadino al cliente. E abbiamo scelto la pizza come materiale di espressione. Carla ha fatto un breve corso a Napoli per imparare le basi degli impasti e poi abbiamo sperimentato tanto in pizzeria per creare il prodotto che abbiamo oggi.

DD: Oltre al riconoscimento di “50 Top Pizza”, “Uagliò” ha già riscosso molto successo in generale e, a quanto pare, sono in tanti ad apprezzare la vostra pizza. Da quando avete aperto?

GG: Dal dicembre 2019, dopodiché abbiamo dovuto affrontare le varie chiusure causa Covid, ma al momento giusto siamo stati pronti a ripartire.

DD: Oggi si fa particolarmente attenzione all’impasto, che è anche uno degli elementi che decreta il successo di una pizza. Voi che tipo di impasto usate?

GG:  Impasto diretto a 24-36 ore con un nostro blend di farine. Però non posso dire quali farine altrimenti si rivela il segreto! Posso però garantire che sono prodotti del tutto genuini, una caratteristica sulla quale puntiamo molto per il nostro brand.

DD: Quali progetti/sogni avete per il futuro?

GG: Tanti, vorremmo cercare di allargarci un po’ in quanto il locale che abbiamo è molto piccolo, per poter sbizzarrirci di più in cucina, dare più spazio allo staff per lavorare e ai clienti per venirci a trovare! Ci piacerebbe anche andare a vivere a Napoli, ma al momento stiamo a Torino che ci affascina e che ci ha accolto così bene.

Carla e Gennaro sono due persone gentili e soprattutto attente nel loro lavoro. Sono partiti da poco e soprattutto lo hanno fatto in un periodo particolarmente difficile per la ristorazione. Eppure i riconoscimenti e i molti clienti soddisfatti li caratterizzano come uno dei migliori locali di Torino. Provare per credere.

Danilo D'Acunto
Danilo D'Acunto
Dopo una formazione classica ho proseguito gli studi specializzandomi con lode in Archeologia e Storia dell'Arte Antica presso l'università Federico II di Napoli. Da anni mi occupo di divulgazione e promozione culturale guardando con interesse tutti i campi del settore, dalla letteratura all'enogastronomia, passando per arte, storia e fumetto.

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