3.7 C
Torino
domenica 4 Dicembre 2022

La colorata bellezza di Fattori alla Gam di Torino

La bellissima mostra su Giovanni Fattori organizzata dalla Gam: ecco cosa potrete vedere in uno degli allestimenti artistici più interessanti attualmente a Torino

La mostra “Fattori – capolavori e aperture sul ‘900” vi aspetta alla Gam di Torino fino al 20 marzo, e tocca dire che è sicuramente una delle più belle che si possano trovare in città al momento. Gli amanti della pittura troveranno pane per i loro denti, mentre i più profani saranno sorpresi nello scoprire la qualità artistica di un grande autore forse ancora troppo sottovalutato.

Il motivo per cui Giovanni Fattori sembra essere ancora sconosciuto al grande pubblico è molto semplice; è lo stesso per cui altri artisti altrettando pregevoli come Telemaco Signorini o Silvestro Lega subiscono la stessa sorte. Tutti e tre sono dei macchiaioli, ovvero appartengono a una corrente artistica in parte ignorata per precise ragioni storiche.

I macchiaioli, uno stile tra copia e originalità

Quello dei macchiaioli è uno stile nato e svillupatosi intorno alla seconda metà dell’800, in pieno Risorgimento italiano; era uno stile nuovo, rivoluzionario e inizialmente non troppo apprezzato qui in Italia. Ma soprattutto, era uno stile che ricordava molto un altro e che esplose con maggiore forza, l’impressionismo francese.

Sebbene sia nato successivamente rispetto ai macchiaioli – e diverso per molti aspetti -, l’impressionismo ebbe molta più fama, divenne quasi subito uno stile a cui tutti guardavano, nel bene e nel male. In poche parole, rubò la scena artistica europea mentre i macchiaioli passarono in secondo piano, e da allora identificati (erroneamente) come “copia” o “imitazione” nei confronti dei cugini francesi.

Quest’idea influenzò l’opinione a tal punto che ancora oggi, in alcuni manuali di storia dell’arte, il capitolo “macchiaioli” si trova dopo gli “impressionisti”, nonostante venga storicamente prima. Tuttavia la critica sta riscoprendo lo stile dandogli il giusto valore; la mostra su Fattori organizzata dalla Gam conferma in pieno questa tendenza e propone un allestimento davvero illuminante.

Fattori, la Gam celebra la bellezza dei colori

I quadri di Fattori esposti in mostra sono un trionfo di colori. Sin da subito lo spettatore viene conquistato da opere ricche di tinte vive e morbide, elegantemente stese con pennellate dense e ben equilibrate. Per capire quanto si vuole intendere, basta guardare il dettaglio delle giubbe rosse dei soldati presenti nel quadro “Garibaldi a Palermo”.

Con semplici pennellate omogenee, prive di sfumato, Fattori separa la parte in luce e quella in ombra creando così il senso di movimento nella stoffa della camicia. La stessa raffinata tecnica si ripete nel ritrarre i pantaloni dei soldati francesi, ampi e mossi; il loro gonfiore è reso attraverso tre delicati tratti usando solo diverse tonalità di grigio.

Quella di Giovanni Fattori è una pittura completa, rotonda, avvolgente. È fortemente comunicativa e parla allo spettatore con un linguaggio semplice ma tecnicamente perfetto. Il primo piano e lo sfondo vengono resi in maniera visivamente corretta, crando linee più chiare e nette per i soggetti in avanti e usando colori più appannati e imprecisi quelli posti dietro.

L’opera di Fattori è tutta da riscoprire, rivalutare ma soprattutto apprezzare, godendosela fino in fondo. La mostra è un percorso creato appositamente per gustare tutte le sue qualità.

I quadri presenti nella mostra alla Gam

In vita, Fattori ha dipinto molti soggetti militari; in quanto uomo del Risorgimento, ha vissuto attivamente quel periodo di lotta armata per la conquista di un ideale. Lo ha poi raccontato nei suoi quadri, declinando la vita dei soldati in quasi tutti i suoi momenti; il pittore racconta tanto lo scontro in battaglia quanto il riposo, la marcia quanto la veglia, la conquista e la sconfitta.

Quasi anticipando il Neorealismo del cinema, Fattori compone inquadrature semplici ma fortemente espressive, come ad esempio quella mostrata ne “La vedetta”; vero protagonista della scena è il muro bianco che riempie il quadro e nella sua totale neutralità esprime un senso di attesa e di vuoto. Si avverte un’idea di sospensione che rispecchia perfettamente i pensieri persi dei soldati in sentinella.

Ma l’opera dell’artista non è fatta solo di scene militari. Altre opere risultano molto suggestive, in particolare quelle dedicate alla vita agricola della Maremma, come ad esempio “Pastura maremmana” o “Mercato a San Godenzo”. In queste tele è possibile intravedere linee morbide ma inquiete che ricordano molto quelle de “I mangiatori di patate” di Van Gogh; quasi a testimoniare di quanto l’arte sia un linguaggio universale e trasversale.

Alla fine del percorso, una piccola sezione mostra quanto Fattori abbia formato e influenzato gli artisti a lui successivi, tra i quali Modigliani e Giorgio Morandi. Si completa così un discorso sull’opera e l’importanza dell’artista che la Gam ha saputo esporre con una mostra decisamente da visitare, anche più volte.

Danilo D'Acunto
Danilo D'Acunto
Dopo una formazione classica ho proseguito gli studi specializzandomi con lode in Archeologia e Storia dell'Arte Antica presso l'università Federico II di Napoli. Da anni mi occupo di divulgazione e promozione culturale guardando con interesse tutti i campi del settore, dalla letteratura all'enogastronomia, passando per arte, storia e fumetto.

Related Articles

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Seguici sui social
- Advertisement -spot_img

Latest Articles