16.1 C
Torino
martedì 4 Ottobre 2022

Il più bel regalo di Natale alle Molinette: mamma infermiera dona un rene al figlio in dialisi

Il ragazzo da anni soffriva di una nefrite in lento peggioramento e negli ultimi mesi la malattia era accelerata. La mamma infermiera: "Quando ho saputo 8 anni fa della malattia di mio figlio è subito scattata in me la consapevolezza di quanto fosse importante donargli un organo"

Donare due volte la vita al proprio figlio è il più bel regalo di Natale che mai si possa fare. La protagonista di questa favola natalizia è una mamma infermiera di dialisi (52 anni) ha donato un rene al proprio figlio (27 anni) dopo un trapianto da vivente, presso l’ospedale Molinette della Città della Salute di Torino.

Il ragazzo, giovane e dinamico, da anni soffriva di una nefrite in lento peggioramento, ma negli ultimi mesi la malattia era accelerata ed era arrivato alla dialisi peritoneale, proprio nel reparto dialisi piemontese dove lavora sua mamma. È in lista per un trapianto di rene, ma l’attesa può durare anni. Ha un lavoro, una vita, tanti progetti, ma ormai le cose si erano complicate. Pochi organi per tanti pazienti in lista d’attesa, nonostante l’attività trapianto di rene a Torino sia ai massimi storici.

L’amore e la generosità di una madre non hanno limiti

Ma c’è qualcuno vicino a lui che sa benissimo quale è la terapia migliore: è un’infermiera di dialisi che lavora da anni in questo settore e che sa che il trapianto da donatore vivente è la bacchetta magica che rapidamente ed in modo efficacissimo trasforma la vita di una persona. Capita che sia proprio sua mamma quell’infermiera che si propone per donare un rene con la naturalezza di una madre che protegge i suoi figli, ma con la consapevolezza di un operatore che  lavora da anni nel settore e che sa non solo che il beneficio è grande per il ricevente ma anche che i donatori vengono accuratamente selezionati da analisi cliniche approfondite.

Il Centro trapianti renale delle Molinette rapidamente procede al trapianto. Madre e figlio vengono ricoverati in Nefrologia universitaria dall’équipe del professor Luigi Biancone per l’avvio della terapia nefrologica anti-rigetto in area sterile e la gestione clinica del trapianto, che viene effettuato dalle équipes di chirurghi vascolari ed urologi, dirette rispettivamente dal dottor Aldo Verri e dal professor Paolo Gontero, e con l’assistenza anestesiologica dell’équipe del dottor Roberto Balagna.

Il meraviglioso dono della madre è stato realizzato ed ha salvato il figlio, nella piena salvaguardia di entrambi. È la più grande testimonianza di coerenza per un professionista sanitario: a suo figlio la salvezza ed agli altri l’esempio di cosa voglia significare credere in una cura.

Ospedale Molinette di Torino

La mamma infermiera: “È l’unico regalo che può cambiare realmente la vita di mio figlio”

È 21 anni che lavoro in dialisi. Quando ho saputo 8 anni fa della malattia di mio figlio è subito scattata in me la consapevolezza di quanto fosse importante donargli un organo. In Italia si può fare di più, è un gesto che può dare un’altra vita. Adesso è Natale, ma forse questa coincidenza è un segno tangibile che mio figlio abbia potuto ricevere, grazie alla mia possibilità di donare, verificata con tutti gli esami, ed all’ospedale che lo ha reso fattibile, l’unico regalo che veramente può cambiare la sua vita in questo momento. Voglio ringraziare l’ospedale Molinette e tutte le équipes, dai medici agli infermieri a tutto il personale sanitario” ha dichiarato emozionata la mamma donatrice.

In Piemonte 400 donazioni di rene da donatore vivente, di cui 250 alle Molinette

È ormai da 4 anni che il Centro trapianti renali delle Molinette, che ha come responsabile il professor Biancone, ha progressivamente incrementato il numero dei trapianti renali da donatore vivente, grazie alla maggior richiesta che viene dai Centri dialisi del Piemonte ed italiani e dai miglioramenti organizzativi del Centro, che può rapidamente valutare, gestire e portare al trapianto da vivente in poche settimane. Quest’anno in Piemonte si è raggiunto il numero di 400 trapianti di rene da vivente dall’inizio dell’attività, dei quali 250 alle Molinette, proprio nell’anno in cui questo ospedale festeggia i 40 anni di attività ed i 4000 trapianti di rene dal 1981.

La tutela del donatore tra le priorità dell’equipe medica

D’altronde il trapianto da donatore vivente negli ultimi anni è in crescita in tutto il nostro Paese, nella direzione dei Paesi del Nord Europa. L’esperienza aumenta conseguentemente e, nelle situazioni giudicate difficili, conviene rivolgersi ai Centri esperti per avere un parere. La tutela del donatore è il primo pensiero e per questo viene sottoposto ad una serie di esami e valutazioni molto attente al fine di donare con minimi rischi. Per quanto riguarda l’età del donatore non vi è un limite, ma il dato anagrafico va rapportato con i dati clinici, morfologici e funzionali che possono segnalare un’età biologica più bassa, ed anche il gruppo sanguigno non è generalmente un ostacolo a differenza degli altri tipi di trapianto.

Nonostante la pandemia sia ovviamente al centro dell’attenzione, le altre patologie tra cui quelle renali pressano sempre di più gli ospedali. In questi due anni i trapianti renali si sono mantenuti numericamente elevati ed anzi proprio alle Molinette nel 2020 si è fatto il record del maggior numero di trapianti renali nell’arco di un anno in tutta la storia del trapianto in Italia.

Carlo Saccomando
Carlo Saccomando
Classe 1981, giornalista pubblicista. Poco dopo gli studi ha intrapreso la carriera teatrale partecipando a spettacoli diretti da registi di caratura internazionale come Gian Carlo Menotti, fondatore del "Festival dei Due Mondi" di Spoleto, Lucio Dalla, Renzo Sicco e Michał Znaniecki. Da sempre appassionato di sport lo racconta con passione e un pizzico di ironia. Attualmente dirige il quotidiano "Il Valore Italiano".

Related Articles

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Seguici sui social
- Advertisement -spot_img

Latest Articles