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sabato 16 Ottobre 2021

Il parco Dora, dal degrado alla riqualificazione

L'apertura al pubblico di nuovi lotti del parco Dora fa ben sperare per un miglioramento della zona, cancellando per sempre il degrado che lo ha caratterizzato anni fa

Il parco Dora si è trasformato, ed é rinato allargandosi e mutando aspetto, tant’é che dal degrado si é passati alla piena riqualificazione dell’area verde. Il 25 giugno scorso sono stati aperti al pubblico il lotto Valdocco Nord (della grandezza di 50.000 metri quadrati) e la cosiddetta “Iron Valley”. Giunge così a termine un processo di riqualificazione caratterizzato, nel suo lungo iter, anche da molte critiche. Di seguito la sintesi del percorso che ha condotto alla riqualificazione, ed ha portato alle aree verdi in cui é possibile alternare attività al relax.

La storia del Parco Dora

Prima degli anni ’90 il parco Dora era una zona industriale: i fumi delle fabbriche annerivano il cielo e le finestre delle abitazioni circostanti. La situazione divenne insostenibile fino a quando si decise di smantellare progressivamente l’area e farla diventare un polmone verde.

Il processo di trasformazione è stato lungo e complicato; la zona infatti è stata per lungo tempo un punto di ritrovo per tossicodipendenti, al punto tale che i torinesi battezzarono quel luogo “toxic park”.

Oltre al problema dello spaccio di droga, vi era anche quello derivante dal degrado dovuto alla spazzatura. In tempi in cui la differenziata non era così avvertita (e stimolata da parte delle istituzioni) era facile imbattersi in bottiglie di vetro e rifiuti vari. Il recupero del parco sembrava impossibile e invece nel tempo e con l’impegno di chi vi ha creduto fino in fondo le cose sono cambiate.

Un recupero reso possibile

Se l’idea di un recupero sembrava lontana fino a qualche anno fa, ultimamente le cose stanno cambiando. In meglio, per fortuna. Con l’apertura di questo ultimo lotto, e soprattutto con il completamento della Iron Valley, qualcosa ha smosso le acque. Una passeggiata al parco ve lo dimostrerà. C’è un viale alberato che parte da Largo Piero della Francesca e conduce all’altro del parco, costeggiando il fiume Dora, che dà il nome al luogo. Questo è il lato del parco più attivo, ovvero l’area Vitali, con campi per calcetto, basket, tennis, pallavolo, e persino una rampa per skate.

Qui è dove il parco si anima. I ragazzi di ogni età giocano e fanno sport, dando vita al luogo. Se tuttavia preferite i momenti di relax allora non vi resta che andare sull’altra sponda del fiume. Lì il parco diventa una distesa di verde, rifugio ideale per chi cerca un po’ di tranquillità e isolamento. Ma c’è un ulteriore motivo per sperare in ulteriori cambiamenti.

L’Iron Valley e futuri miglioramenti

Chi scrive ha trascorso nel parco svariate ore, girandolo in lungo e in largo e non trovando nessuna situazione di degrado ma, anzi, un progetto di miglioramento in atto.

Quello che sicuramente, a mio avviso, potrebbe dare una mano alla riqualifica del parco è l’Iron Valley, un parco culturale dedicato alla Torino industriale appena inaugurato. Si tratta di un museo a cielo aperto che ha tutte la carte in regola per diventare un luogo di attrattiva turistica ma anche di incontro e socializzazione.

La sensazione che rimane, alla fine della visita, è che il parco Dora abbia poco da invidiare agli altri suoi “colleghi” torinesi. Ciò che lo contraddistingue è soprattutto la potenzialità che ha. Attrezzandolo ulteriormente può ospitare eventi e festival. Il parco si presenta ora come un foglio bianco sul quale è possibile fare progetti e realizzare cose.

Dalla nostra confidiamo dunque che il Parco Dora possa ancora migliorare, così come molti altri parchi di Torino, troppo spesso non riqualificati a sufficienza pur avendo al loro interno tutte le caratteristiche per ‘fare il grande salto ‘ .

Danilo D'Acunto
Dopo una formazione classica ho proseguito gli studi specializzandomi con lode in Archeologia e Storia dell'Arte Antica presso l'università Federico II di Napoli. Da anni mi occupo di divulgazione e promozione culturale guardando con interesse tutti i campi del settore, dalla letteratura all'enogastronomia, passando per arte, storia e fumetto.

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