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mercoledì 25 Maggio 2022

Il grattacielo della Regione Piemonte finalmente apre. Dopo ben 11 anni di lavori

A giugno 2022 i dipendenti regionali potranno finalmente usufruire del Grattacielo della Regione in costruzione dal lontano 2011

Immancabile nello skyline torinese con i suoi 41 piani e i suoi oltre 200 metri di altezza. Stiamo parlando del Grattacielo della Regione di Torino e ora finalmente potrà aprire. Dopo anni di lavori, temporeggiamenti, intoppi, inchieste e vicissitudini vari a giugno il Palazzo regionale dopo 11 anni accoglierà tutti i dipendenti regionali.

Sono passati 11 anni da quando è stato dato il via libera ai lavori. Era il 2011 e secondo le stime i cantieri avrebbero dovuto concludersi nel 2015. In realtà ci è voluto qualche anno in più. Precisamente sette per vedere quest’opera così tanto agognata e sognata concludersi e finalmente trovare l’utilizzo per la quale era stata progettata, ovvero ospitare i dipendenti della Regione in un unica sede.

Saranno infatti 2500 i dipendenti della Regione che a partire da giugno 2022 entreranno ogni giorno dalle porte principali della struttura e che lavoreranno dall’edificio collocato in un’area dell’ex Fiat Avio nel quartiere torinese di Nizza Millefonti, poco distante dal polo fieristico del Lingotto.

Una storia, quella del Grattacielo della Regione che, seppur travagliata sembra concludersi bene.

Skyline Torino Grattacielo_della_Regione_Piemonte

La travagliata storia del futuristico Grattacielo della Regione

L’idea iniziale, che risale addirittura al 2002, era quella di avere un’unica sede della Regione a Torino: l’esigenza era quella di riunificare in un unico posto gli edifici regionali che ancora attualmente sono sparsi in varie sedi nell’area metropolitana di Torino.

Era stata fatta un’audizione pubblica e nel 2007 l’opera fu commissionata all’architetto Massimiliano Fuksas. Se dapprima l’idea era di farlo sorgere nel quartiere di Borgo San Paolo con il cambio di presidenza alla Regione si era poi stabilito di utilizzare un ex area industriale della Fiat ubicata nel quartiere torinese di Nizza Millefonti.

Già una prima diatriba e molti malumori erano serpeggiati tra i torinesi in quel periodo: fino al 2006 infatti a Torino vigeva l’obbligo, nella costruzione degli edifici, di rispettare l’altezza massima di 167 metri, la misura della Mole Antonelliana per l’appunto.

Una variante al Piano regolatore sdoganò questo obbligo o meglio si stabilì che poteva valere esclusivamente all’interno del centro storico.
E così Torino avrebbe avuto un grattacielo da record che avrebbe raggiunto i 200 metri d’altezza.

Ma qualche “intoppo” c’è stato eccome. Non solo il Palazzo della Regione non ha aperto secondo i tempi stabiliti. Ma anche i costi, stimati inizialmente a 250 milioni di euro, alla fine si sono trasformati in quasi 336 milioni.

Infine durante questi lunghi anni in cui il palazzo risultava “in fase di costruzione” si è susseguito ogni sorta di guaio giudiziario e rallentamento burocratico dei lavori: inchieste giudiziarie che hanno interessato la gara d’appalto, presunte parcelle “gonfiate” per la realizzazione dell’opera e anche sequestri dato che ci sono state delle sospette irregolarità dei materiali utilizzati.

Lo stesso autore del progetto, l’architetto Fuksas nel 2018 durante il processo scaturito dalle indagini ha dichiarato che il progetto nel corso d’opera era stato completamente stravolto.

Ora però tutto questo sembra essere solo un lontano ricordo. Ed è iniziato ufficialmente il countdown per l’apertura di questo imponente ed ormai vero e proprio monumento torinese.

Rossella Carluccio
Rossella Carluccio
Classe 1983. Ha iniziato con il giornalismo locale nel 2005 lavorando prima per “Il Risveglio” e poi per “Il Canavese”. Dal 2009 è giornalista pubblicista. Dopo la laurea in Scienze della Comunicazione inizia un’avventura lavorativa nel mondo del digital marketing ma senza dimenticare la sua prima passione, la scrittura. Unisce questi due universi e diventa copywriter. Dal 2021 ritorna a vestire i panni della giornalista.

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