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venerdì 30 Settembre 2022

Halloween in una Torino rosso sangue

In occasione di Halloween ci immergiamo nei posti spaventosi di Torino, tra ville insanguinate, posti infestati e fantasmi inquieti

Halloween, si sa, è una festa americana importata qui in Italia, e ogni anno non mancano mai le polemiche per questo evento che non appartiene alla nostra tradizione. Tuttavia io non credo che la festa sia così innaturale per noi, perché in qualche modo nella nostra tradizione abbiamo sempre avuto due aspetti caratteristici di tale evento.

Il primo è la maschera. A inventarla furono i greci che la usavano a teatro (inventato da loro anche questo); i romani l’hanno ereditata ed è rimasta così tanto nella nostra cultura da evolversi nelle maschere della Commedia dell’Arte (quella, per intenderci, tipica di Goldoni che ha come protagonisti Arlecchino, Gianduia e gli altri). Da lì, poi, è nato il carnevale, che è concettualmente simile alla festa di Halloween.

Il secondo aspetto è la paura. Il piacere della paura, l’attrazione verso questa sensazione è psicologicamente appurata nel cervello umano. Di nuovo, anche questa strana attrazione è nel nostro DNA sin dai tempi più antichi, quelli dei nostri progenitori, ovvero gli etruschi, che amavano disegnare dipingere demoni e mostri sulle pareti di edifici e tombe.

La voglia di importare questa festa è dunque qualcosa più naturale di quello che si pensi, e qui a Torino c’è più di un luogo che può suggestionare e tingersi di sangue.

Torino tinta di rosso

Tra i posti più “paurosi” di Torino impossibile non menzionare quelli presenti in uno dei più famosi film del cinema italiano, “Profondo rosso”. Il capolavoro di Dario Argento, infatti, è stato girato tra Roma e Torino ma molte scene fondamentali, nonché il luogo più importante all’interno del film si trovano proprio qui.

La prima è Piazza C.L.N., altresì nota come “piazza delle fontane” per via della presenza di due fontane rappresentanti il Po e la Dora. Compare pressappoco all’inizio del film, e la location piacque molto ad Argento per via dell’atmosfera onirica e surreale che assume col buio. Se non ci credete, provate ad andarci a notte fonda e guardate con i vostri occhi.

La seconda è molto più famosa nonché più suggestiva, anche se purtroppo non visitabile in quanto residenza privata. Nel film è nota come la “villa del bambino urlante” ma il suo vero nome è Villa Scott; si trova nella collina di Cavoretto ed è uno dei più belli esempi del liberty torinese. Il particolare stile contorto delle vetrate e una certa austerità architettonica affascinarono subito il regista che decise di farla diventare il luogo più importante del film.

Ma i luoghi spettrali di Torino non finiscono qua, perché a quanto pare ci sono altri spettri che si aggirano tra gli edifici antichi.

I fantasmi di Torino

Sono diversi gli spiriti inquieti che animano storie e luoghi della città. Tra i più famosi c’è quello di Palazzo Barolo (ne abbiamo accennato in questo articolo), tra le cui stanze pare si aggiri il fantasma di Elena Matilde Provana di Druent, figlia del padrone del palazzo. Secondo la tradizione, fu abbandonata dal marito e si suicidò; da allora pare si sentano ancora i suoi lamenti.

Poco distante, ad appena un centinaio di metri, c’è Palazzo Saluzzo Paesana; nel 1902 furono fatti dei lavori di ristrutturazione nelle cantine e durante gli scavi fu ritrovato il corpo di una bambina scomparsa da tempo. Come in ogni storia di fantasmi che si rispetti, si racconta che lo spirito della bambinina vaghi ancora tra i muri del palazzo.

In ultimo impossibile non menzionare lo spirito più cattivo di tutti, l’angelo nero in persona, ovvero Lucifero. Secondo la tradizione popolare torinese, l’angelo ribelle si trova ritratto sulla cima del monumento dedicato al traforo del Frejus. Difatti secondo la cultura esoterica, esistono due triangoli composti ognuno da tre città; il primo è il triangolo della magia bianca, di cui fanno parte Torino, Lione e Praga. Il secondo è quella della magia nera, formato da Torino, Londra e San Francisco.

Come potete notare, Torino rientra in entrambi i triangoli, e dunque si presenta come una città divisa a metà tra magia bianca e nera. Il confine che divide le due metà si trova proprio a piazza Statuto, segnalato dal monumento stesso. A guardia di tale confine è stato posto Lucifero in quanto essere semidivino che ha conosciuto sia il bene (era l’angelo preferito di Dio) che il male (si è ribellato contro di lui).   

Danilo D'Acunto
Danilo D'Acunto
Dopo una formazione classica ho proseguito gli studi specializzandomi con lode in Archeologia e Storia dell'Arte Antica presso l'università Federico II di Napoli. Da anni mi occupo di divulgazione e promozione culturale guardando con interesse tutti i campi del settore, dalla letteratura all'enogastronomia, passando per arte, storia e fumetto.

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