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domenica 4 Dicembre 2022

Funivia Stresa-Mottarone: Può una gita domenicale trasformarsi in tragedia?

Difficile capacitarsi di quanto accaduto ieri a Stresa Mottarone, dove una funivia ha distrutto la vita di 14 persone, famiglie salite in vetta per godersi una vista spettacolare, morte dopo un volo di oltre 1400 metri. Vite diverse, singolari dietro a quei 14 nomi di colpo intrecciati dallo stesso tragico destino.

Cosa non ha funzionato? Di chi è la ‘colpa’? Come può una gita domenicale trasformarsi in tragedia per diverse famiglie? Sono queste e tante altre le domande che noi tutti ci facciamo da ieri, da quando abbiamo appreso del tragico evento. I fatti ed i primi messaggi di cordoglio, per una tragedia che è faticoso perfino narrare, specie quando tra le vittime ci sono dei bambini, e l’unico sopravvissuto, 5 anni, sta lottando da solo, in quanto ha perso tutta la famiglia, nonni compresi.

Tragedia a Stresa- Mottarone: cede la fune della funivia, 14 morti

Era la tarda mattinata di ieri, 12:30 circa, quando la fune dell’impianto che traina la cabina della funivia che collega la città di Stresa, sulla sponda piemontese del Lago Maggiore, con il monte Mottarone è caduta. Al suo interno 15 persone, 13 morte sul colpo, mentre un bimbo di nove anni è deceduto in serata dopo aver raggiunto l’ospedale Regina Margherita di Torino. L’unico sopravvissuto ha 5 anni, sebbene abbia ferite molteplici ed alcuni gravi.

La causa e di chi possa essere la responsabilità di una tragedia di queste dimensioni è ancora tutta da verificare, la procura di Verbania ha aperto un’inchiesta sulle cause dell’incidente, ipotizzando al momento i reati di omicidio colposo plurimo e lesioni colpose.

Molti gli aspetti da chiarire, non è chiaro cos’abbia causato la rottura della fune, come mai non si siano attivati i fremi di emergenza, sta di fatto che la fune dell’impianto ha ceduto arrivata praticamente quasi in vetta, mancavano 100 metri al raggiungimento dell’ultimo pilone. La funivia raggiunge l’altezza di 1491 metri, con un percorso di 20 minuti. Un vero e proprio paradiso , come una delle vittime ha scritto prima della tragedia, inviando l’ultimo sms: ‘Ora saliamo, qui è un paradiso’.

Non si danno pace i famigliari delle vittime, 14 vite spezzate in una domenica che doveva essere di gioia, vi era chi era andato per festeggiare i suoi 40 anni, chi la laurea, chi aveva invitato i nonni di origine israeliana per una giornata di festa e per far loro ammirare le meraviglie di Stresa. 

I testimoni raccontano di aver visto la cabina schizzare indietro velocissima, quando ormai mancava pochissimo all’arrivo, sembrava senza freni, si è schiantata al primo pilone e poi si è staccata di netto, cadendo da 20/30 metri in verticale. Un impatto devastante, poi la cabina è rotolata per molti metri facendo sbalzare fuori alcuni corpi, rinvenuti solo dopo dai vigili del fuoco. Quattro famiglie cancellate in un istante.

Una tragedia che per l’assurdità degli eventi non può che riportare alla mente la tragedia del ponte Morandi a Genova, quando alle ore 11:36 del 14 agosto 2018 anche lì in un istante, in una giornata normalissima di sole, si è passati dalla gioia al dolore e sono state spazzate via 43 vite.

Eppure la manutenzione pare sia stata fatta regolarmente e con esito positivo, cosa non ha funzionato? Al momento è difficile dirlo con certezza, La Leitner, azienda leader nel settore che aveva in carico la manutenzione straordinaria ed ordinaria, in una nota stampa spiega: “La revisione generale, che consiste in una severa revisione dell’intero impianto, dalle cabine ai carrelli, agli argani e alle apparecchiature elettriche, era stata realizzata nell’agosto del 2016. Da allora, ogni anno a novembre, si sono succeduti con regolarità i controlli alle funi. Sempre con esito positivo. Nell’impianto di Stresa-Mottarone Leitner ha “in carico la manutenzione straordinaria e quella ordinaria, mentre i controlli giornalieri e settimanali di esercizio fanno capo alla società di gestione Ferrovie del Mottarone”.

Tristezza e sconcerto per le 14 vittime e la speranza che il piccolo di 5 anni Eitan, unico superstite, si possa salvare, sebbene non sarà per nulla facile, spiegargli che è rimasto solo. La zia, che ha appreso della tragedia dai messaggi che riceveva su whatapp in cui amici e conoscenti si dicevano addolorati per la tragedia, affranta dice: ‘ Siamo qui per lui : ha cinque anni, e ha perso mamma, papà e fratellino.

Tragedia Stresa Mottarone: nome vittime e messaggi di cordoglio

Qui il nome delle vittime:

Biran Amit, nato in Israele il 2 febbraio 1991 e residente a Pavia
Peleg Tal, nata in Israele il 13 agosto 1994 e residente a Pavia
Biran Tom, nato a Pavia il 16 marzo 2019 e residente a Pavia
Cohen Konisky Barbara, nata in Israele l’11 febbraio del 1950
Cohen Itshak, nato in Israele il 17 novembre 1939
Shahisavandi Mohammadreza, nato in Iran il 25 agosto 1998, residente a Diamante (Cosenza)
Cosentino Serena, nata a Belvedere Marittimo (Cosenza) il 4 maggio del 1994 e residente a Diamante (Cosenza)
Malnati Silvia, nata a Varese il 7 luglio del 1994, residente a Varese
Merlo Alessandro, nato a Varese il 13 aprile del 1992, residente a Varese
Zorloni Vittorio, nato a Seregno, Milano, l’8 settembre del 1966, residente a Vedano Olona (Varese)
Gasparro Angelo Vito, nato a Bari il 24 aprile 1976, residente a Castel San Giovanni (Piacenza)
Pistolato Roberta, nata a Bari il 23 maggio del 1981, residente a Castel San Giovanni (Piacenza)

Immediato cordoglio del Presidente Mattarella e del premier Draghi:

Mattarella: Il tragico incidente alla #funivia Stresa-Mottarone suscita profondo dolore per le vittime e grande apprensione per quanti stanno lottando in queste ore per la vita. Esprimo alle famiglie colpite e alle comunità in lutto la partecipazione di tutta l’Italia

Draghi:Ho appreso con profondo dolore la notizia del tragico incidente della #funivia Stresa-Mottarone. Esprimo il cordoglio di tutto il Governo alle famiglie delle vittime, con un pensiero particolare rivolto ai bambini rimasti gravemente feriti e ai loro familiari

Luigi Sbarra, Segretario generale Cisl dalla sua scrive: tragedia funivia di #Stresa ci lascia sgomenti ed addolora profondamente tutti gli italiani. Il tema della manutenzione delle opere infrastrutturali è una emergenza nazionale su cui le istituzioni e gli enti preposti ai controlli hanno il dovere di intervenire”

Distrutto anche il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio che si è recato subito a Stresa e lasciando il Mottarone in lacrime ha detto “Ho visto delle vite e delle speranze distrutte. Questa è una tragedia che sarebbe una tragedia sempre ma oggi ha ancora un sapore peggiore, perchè oggi era il giorno della ripartenza, con le famiglie che tornavano a muoversi e a visitare le nostre montagne e le nostre colline. Doveva essere una ripartenza piena di speranze per chi era venuto qui a Stresa, per questo che siamo distrutti”

I miracolati, le prime testimonianze di chi ha scampato la tragedia

Vi è poi chi si sente davvero un ‘miracolato’ e fatica a credere a quanto è accaduto poco dopo, così  Adele Ceraudo, una testimone sotto shock: Ero sospesa lì poco prima della tragedia, ora qualcuno deve pagare’,  salita sulla funivia alle 10 del mattino, che attonita ha postato il suo viaggio poche ore dopo sui social ritenendosi una miracolata.

Così come il professore di Inglese Alex Bennet che ieri per la prima volta nella sua vita, se questo non è destino, ha deciso di salire in auto anziché in funivia al Mottarone, ed è stato testimone della tragedia. Ha raccontato di essere arrivato in cima a mezzogiorno, di aver parcheggiato, e di aver scattato una foto del Lago Maggiore, Dopo pochi passi ha visto sulla destra la stazione d’arrivo della funivia e di lì a poco, incredulo, ha assistito in diretta alla tragedia.

Ora sono tutti a chiedersi arrabbiati e addolorati cosa si potrebbe fare per evitare tali tragedie? Cosa non sta funzionando nei controlli? Ponti, piloni o funi che siano, sicuramente le indagini permetteranno di comprendere di più sui fatti, così come è accaduto per Genova, ma resta il fatto che 14 persone hanno perso la vita in un modo assurdo ed una sta lottando tra la vita e la morte.

Erica Venditti
Erica Venditti
Erica Venditti, Classe 1981, giornalista pubblicista dal 2015. Ho conseguito in aprile 2012 il titolo di Dottore di Ricerca in Ricerca Sociale Comparata presso l’Università degli studi di Torino. Sono confondatrice del sito internet www.pensionipertutti.it sul quale mi occupo quotidianamente di previdenza.

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