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martedì 9 Agosto 2022

Gli studenti scendono in piazza a Torino contro “l’Alternanza Scuola- Lavoro”

Gli studenti di Torino sono scesi nuovamente in piazza in solidarietà al loro coetaneo Lorenzo Parelli morto durante uno stage

“Di scuola lavoro non si può morire”. Lo urlano a gran voce gli studenti di Torino, scesi oggi, venerdì 4 febbraio, nuovamente in piazza per manifestare per l’ingiusta morte, riservata ad un loro coetaneo, Lorenzo Parelli, il 18enne di Udine deceduto in un’azienda mentre stava svolgendo il programma didattico di “Alternanza Scuola-Lavoro”.

Ma anche per il pieno diritto di manifestare pacificamente. Quello che lo scorso venerdì 28 gennaio gli è stato tolto: durante la manifestazione avvenuta per ricordare Lorenzo in piazza Arbarello gli studenti hanno subito dure cariche da parte della Polizia e alcuni di essi dopo gli scontri sono finiti all’ospedale.

Tutt’altro clima c’era oggi al corteo: le camionette delle forze dell’ordine erano distanti, al loro posto, così come i cordoni di polizia e quella che si è snodata con partenza da Porta Susa è stata una manifestazione molto più distesa.

“È ora di finire di scuola di lavoro non si può morire”: gli studenti chiedono l’abolizione dell’apprendistato

Una “passeggiata consapevole” anche se il messaggio degli studenti del liceo Gioberti di Torino ma non solo è stato piuttosto chiaro: “La nostra protesta non è una passeggiata, ogni scuola sarà una barricata” e “È ora di finire di scuola di lavoro non si può morire”. La richiesta volta al Governo dagli studenti scesi oggi in piazza a manifestare va infatti verso un’unica direzione, quella di abolire “l’Alternanza Scuola- Lavoro”.

“Vogliamo un futuro dignitoso. Non accettiamo che quello che ci prospetta davanti è un futuro di precarietà, di sfruttamento, senza qualità. Vogliamo vivere e vogliamo vivere bene” riferisce Sara, una delle portavoci degli studenti di Torino.

Un solo lancio di uova è avvenuto davanti alla Confindustria di Torino dove gli oltre 3mila studenti si sono radunati per poi attaccare davanti alla sede di via Fanti emblematicamente un cartello con la scritta “Dal Governo solo sfruttamento e repressione” e un altro riportante il logo dell’Unione Industriale con sopra delle impronte di mano di color rosso. Rosso sangue. Quello che non sarebbe dovuto scorrere per un semplice apprendistato scolastico.

Rossella Carluccio
Rossella Carluccio
Classe 1983. Ha iniziato con il giornalismo locale nel 2005 lavorando prima per “Il Risveglio” e poi per “Il Canavese”. Dal 2009 è giornalista pubblicista. Dopo la laurea in Scienze della Comunicazione inizia un’avventura lavorativa nel mondo del digital marketing ma senza dimenticare la sua prima passione, la scrittura. Unisce questi due universi e diventa copywriter. Dal 2021 ritorna a vestire i panni della giornalista.

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