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mercoledì 25 Maggio 2022

Filippo Falotico, giovane vittima della tragedia di via Genova, e la sua passione per le 4 ruote

Filippo Falotico, la più giovane delle vittima della tragedia di via Genova era un amante delle due e delle quattro ruote. A ricordarlo anche gli amici che con lui condividevano questa sua stessa identica passione

La 500 che più amava non vedrà più le mani del suo proprietario posarsi sul suo volante. Filippo Falotico, una delle tre vittime della tragedia di via Genova era un giovane ragazzo di 20 anni pieno di vita e passioni. A ricordarlo e rimpiangerlo sono le due comunità di cui faceva parte: Torino, la città dove abitava e Coazze, cittadina in provincia di Torino dove oltre a molti amici trascorreva molto del suo tempo libero per portare avanti quella che era una delle sue più grandi passioni. Il mondo delle 4 ruote.

Filippo amava il rally, le auto da corsa e in special modo la sua 500 a cui dedicava la maggior parte del tempo libero, quello che riusciva a ritagliarsi dopo il lavoro. Ma non va dimenticato nemmeno l’amore per le due ruote, in particolar modo per il motocross, come testimoniano numerose foto postate sui suoi account social.

Il ricordo degli amici di Filippo Falotico


Un suo amico nel gruppo Facebook Cento Lovers dedicato agli amanti delle iconiche auto delle fiat Cinquecento e Seicento lo ricorda così:

“La sua macchina non vedrà più le mani del suo proprietario. Il cofano anteriore foderato con pellicola effetto fibra di carbonio ha ancora disegnati i pittogrammi lasciati dagli amici. Ho parlato con Filippo, diverse volte, quando in garage del condominio trafficava sulla sua auto. Non troppo tempo fa aveva sostituito i cerchioni equipaggiati di gomme estive che sbordavano tre dita fuori dai parafanghi. Con quelli neri, e pneumatici termici che vedete in foto. Uno dei quali, non tiene la pressione. Infatti è sgonfio”.

Ora la sua cinquecento è ferma. Ferma nella rimessa condominiale di Coazze. Un auto che era anche un progetto. E che ora progetto non potrà essere più. Un tragico destino ha spazzato e spezzato via la sua vita e con essa i sogni di quel ragazzo di soli 20 anni che amava armeggiare munito di cric, chiave e tanta pazienza con le auto migliorando ogni giorno una parte, una componente in attesa di vedere poi il risultato finale affiorare dalle sue stessi mani.

Un “ragazzo simpatico e pieno di vita e di cose da fare in futuro” che avrebbe partecipato ancora a molteplici raduni insieme alla sua “macchina chiassosa” ma che un beffardo destino della vita ha voluto spegnere prematuramente la sua vita.

Rossella Carluccio
Rossella Carluccio
Classe 1983. Ha iniziato con il giornalismo locale nel 2005 lavorando prima per “Il Risveglio” e poi per “Il Canavese”. Dal 2009 è giornalista pubblicista. Dopo la laurea in Scienze della Comunicazione inizia un’avventura lavorativa nel mondo del digital marketing ma senza dimenticare la sua prima passione, la scrittura. Unisce questi due universi e diventa copywriter. Dal 2021 ritorna a vestire i panni della giornalista.

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