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venerdì 30 Settembre 2022

Emergenza Peste Suina: Coldiretti chiede di adottare misure straordinarie

Durante un incontro con la Regione la Coldiretti ha richiesto che venga contenuto il numero di cinghiali procedendo con un depopolamento

L’emergenza Peste Suina africana in Piemonte non è ancora passata. E anche se la Regione e l’assessorato regionale all’Agricoltura del Piemonte ha stabilito precise misure per contenere il fenomeno la Coldiretti continua a richiedere a gran voce un intervento straordinario che possa contenere il numero di cinghiali e bloccare il diffondersi della malattia sul territorio.

Come indicato dal ministero della Salute, un efficace depopolamento si raggiunge quando vengono abbattuti il doppio dei cinghiali rispetto ai dati dell’ultimo anno. Questo per il Piemonte significa abbattere 50mila cinghiali. Un obiettivo raggiungibile con regole nuove e omogenee in tutta la Regione” ha fatto presente Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte.

Necessarie misure straordinarie per uscire dall’emergenza

La Coldiretti è stata convocata dall’assessorato all’Agricoltura ad un tavolo regionale per un confronto sulle Linee guida per la gestione venatoria. Insieme hanno potuto gestire l’attività di contenimento del cinghiale nella Regione Piemonte e discutere le misure più idonee per uscire dall’emergenza attuale.

Per Coldiretti Piemonte sono necessarie azioni che coinvolgano tutti i soggetti interessati sui territori, dai cacciatori agli operatori abilitati, visto che quanto attuato fino a ora è risultato inefficace e fallimentare.

Tra le misure che secondo la federazione devono essere attuate il prima possibile vi è il blocco dell’uso dei cani utilizzati per una sperimentazione sulla caccia. Questa pratica potrebbe infatti essere dannosa all’avanzamento della malattia in quanto ci sarebbe un ulteriore spostamento di animali sul territorio.

Tra le altre azioni indicate come prioritarie vi sono il potenziamento delle attività di contenimento che annovera anche azioni straordinarie notturne svolte nei parchi mediante moderni strumenti tecnologici e l’installazione di gabbie per la cattura degli animali sia nelle zone private che nelle aree parco.

“Inoltre è indispensabile il controllo sanitario di tutti i capi abbattuti, così da tutelare la salute pubblica e creare le condizioni che garantiscano continuità agli allevamenti domestici presenti a livello territoriale, sanzionando pesantemente chi lo evadesse” conclude Moncalvo di Coldiretti.

Rossella Carluccio
Rossella Carluccio
Classe 1983. Ha iniziato con il giornalismo locale nel 2005 lavorando prima per “Il Risveglio” e poi per “Il Canavese”. Dal 2009 è giornalista pubblicista. Dopo la laurea in Scienze della Comunicazione inizia un’avventura lavorativa nel mondo del digital marketing ma senza dimenticare la sua prima passione, la scrittura. Unisce questi due universi e diventa copywriter. Dal 2021 ritorna a vestire i panni della giornalista.

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