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martedì 16 Aprile 2024

Emergenza Casa a Torino il Comune stabilisce nuove regole

Per fronteggiare l’emergenza abitativa, ci saranno requisiti di accesso più semplici e nuove tipologie di intervento a sostegno dei cittadini in condizioni di fragilità economica e sociale. Questo è quanto prevede la revisione approvata martedi 5 marzo dalla Giunta Comunale su proposta dell’Assessore alle Politiche Sociali e Abitative Jacopo Rosatelli del sistema di Promozione dell’Abitare Sociale (PAS), contente le linee guida della Città per fronteggiare la povertà abitativa.

Tra gli obiettivi dell’amministrazione comunale c’è potenziare e diversificare gli interventi in risposta alle situazioni emergenziali legate al tema casa.

Attivo dal 2021, il PAS rappresenta lo strumento di più recente introduzione ed è diretto a favorire la locazione nel privato: attraverso un’azione di intermediazione col locatore e sostegni economici a favore delle parti, nell’ambito degli interventi di Lo.C.A.Re., il sistema promuove una soluzione personalizzata che porti alla stipula di un contratto di locazione a costi calmierati per il locatario. Questo grazie all’erogazione da parte della Città di un contributo a fondo perduto per il sostegno abitativo, il cui tetto massimo non può superare l’80% del canone di affitto moltiplicato per 18 mesi, e comunque non oltre 15mila euro e il cui specifico ammontare viene quantificato caso per caso, tarandolo sull’effettiva capacità del nucleo di sostenere successivamente l’onere della locazione.

Requisiti più facili per il PAS

Per poter accedere al PAS i requisiti saranno ora più semplici: il nucleo familiare, già beneficiario di interventi sociali, ospite di una struttura o in condizioni di emergenza economica e abitativa, dovrà risiedere a Torino da almeno 6 mesi (a prescindere dalla cittadinanza), possedere un indicatore ISEE non superiore ai 26mila euro ed essere privo della disponibilità di un alloggio ritenuto adeguato.

Ad arricchire la possibilità di intervento si aggiunge ora il “PAS differimento” che si propone di favorire accordi con i proprietari di casa che hanno attivato lo sfratto per morosità verso i locatari, posticipandone l’esecuzione a fronte del pagamento di un contributo e dell’impegno dell’amministrazione a proporre ai nuclei sfrattati l’assegnazione, in data certa, di un alloggio sociale, con conseguente successivo rilascio dell’abitazione oggetto di procedura esecutiva.

Potranno accedervi le famiglie che abbiano presentato domanda di assegnazione di alloggio sociale e la cui situazione sia già stata valutata positivamente dalla Commissione Emergenza Abitativa. L’accordo potrà prevedere un rinvio fino ad un massimo di 18 mesi, a fronte di un contributo e del rimborso di parte della morosità maturata.

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