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mercoledì 10 Agosto 2022

Capi d’abbigliamento made in Italy falsi: sequestrato laboratorio a Torino

Sequestrati oltre 10mila loghi contraffatti delle più note griffe di abbigliamento made in Italy in un appartamento nella zona nord di Torino

Capi di abbigliamento venduti come “made in Italy” ma che della nota qualità ed eccellenza tessile italiana avevano ben poco.

Un laboratorio abusivo di falso made in Italy è stato scoperto in questi giorni dalla Guardia di Finanza di Torino e numerosi capi d’abbigliamento contraffatti sono stati sequestrati in tre differenti abitazioni nel torinese, due ubicate in provincia ed una nel capoluogo piemontese.

Le indagini, svolte dai Finanzieri del Gruppo Orbassano, sono state svolte sia sul territorio sia è stato monitorato il commercio illegale online. In manette sono finiti tre uomini che in concorso tra loro vendevano ad ignari clienti capi di abbigliamento fallaci utilizzando come canale pubblicitario le “dirette facebook”.

Nelle abitazioni dei tre denunciati le Fiamme gialle hanno ritrovato capi e accessori di abbigliamento su cui erano stati illecitamente riprodotti brand di famose case di moda italiane.

Da successive indagini è stato anche individuato il laboratorio da cui si rifornivano i tre un appartamento nella zona nord di Torino gestito da una donna di origini extra europee: una vera e propria “fabbrica del falso” all’interno della quale venivano assemblati giubbotti, pantaloni e felpe recanti loghi di marchi contraffatti.

Il laboratorio era attrezzato con cliché, macchine da cucire e termopresse per l’apposizione dei marchi ed era utilizzato anche come deposito abusivo di capi semilavorati e già confezionati illegalmente, pronti per la vendita.

I finanzieri hanno sequestrato nel laboratorio abusivo oltre 10 mila loghi contraffatti delle più note griffe di abbigliamento, pronti per essere applicati su altrettanti capi di vestiario che avrebbero poi “invaso” il circuito cittadino nonché circa 19 mila euro quali proventi illeciti derivanti dalle vendite, abilmente occultati all’interno dell’appartamento.

I quattro responsabili sono ora accusati di reati di introduzione e rivendita nel territorio dello Stato di indumenti riportanti loghi e marchi contraffatti.

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