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giovedì 29 Settembre 2022

“Basta dittatura”: identificati e perquisiti gli attivisti violenti del noto canale no-vax

L’operazione “Basta Dittatura” ha portato alla perquisizione di 17 persone da parte della Polizia di Stato su tutto il territorio nazionale

Sono 17 i decreti di perquisizione scaturiti dall’operazione “Basta dittatura” ed eseguiti in tutta Italia da parte della Polizia di Stato proprio in queste ultime ore nei confronti degli attivisti NO Vax/NO GreenPass più radicali e violenti affiliati al noto canale Telegram.

“Basta dittatura” è uno degli spazi web di maggiore riferimento per gli attivisti NO Vax/NO GreenPass più estremisti e per la fazione negazionista del COVID 19. Il canale Telegram era già stato oggetto, nelle scorse settimane, di un provvedimento giudiziario di sequestro nonché della decisione di chiusura da parte della stessa società in considerazione della gravità dei contenuti pubblicati.

Negli scorsi mesi, infatti, la chat aveva raccolto decine di migliaia di iscritti, risultando essere il nodo di collegamento con tutti i principali spazi web di protesta oltre a diventare una vetrina ideale per la propagazione virale dei messaggi. Ma poi la situazione al suo interno è degradata tanto da esserci un persistente incitamento all’odio ed alla commissione di gravi delitti.

Da ciò è nata l’operazione “Basta Dittatura” svolta congiuntamente dalla Polizia Postale e dalla DIGOS di Torino e realizzata a seguito delle indagini svolte sotto la direzione dei magistrati specializzati della Procura della Repubblica di Torino, gruppo terrorismo ed eversione.

Istigazione all’uso delle armi nella chat telegram “Basta Dittatura”

Un istigazione sistematica all’utilizzo delle armi e a compiere gravi atti illeciti contro le più alte cariche istituzionali, tra cui il presidente del Consiglio Mario Draghi. Nel mirino degli indagati del gruppo più estremista NO Vax/NO GreenPass c’erano anche le forze dell’ordine, medici, scienziati, giornalisti e altri personaggi pubblici accusati di “asservimento” e “collaborazionismo” con la “dittatura” in atto.

Gli agenti hanno messo in campo complesse attività di monitoraggio e le indagini h24sono perdurate per diverse settimane sul canale Telegram “Basta dittatura”.

All’interno della chat contenuti e toni esasperati, con riferimenti espliciti a “impiccagioni”, “fucilazioni”, “gambizzazioni”, oltre ad allusioni dirette a “nuove marce su Roma” ed al terrorismo. Inoltre è stata costantemente presa di mira con pesanti insulti anche la parte di popolazione vaccinata, intitolandola più volte “schiava” dello Stato.

Molti dei perquisiti risultavano già noti alle Forze dell’Ordine sia per aver aderito a posizioni estremiste sia per precedenti reati quali resistenza a pubblico ufficiale, furto, rapina, estorsione ed in materia di stupefacenti.

Tra gli identificati anche soggetti che avevano promosso blocchi autostradali e ferroviari nonché attivisti resisi protagonisti di aggressioni di piazza alle forze dell’ordine impiegate per i servizi di ordine pubblico. Gli agenti hanno anche delineato tra gli indagati anche soggetti incensurati caduti nella spirale dell’odio online e diventati promotori di azioni violente.

Coinvolta a macchia d’olio in questa indagine tutta Italia. Sono 16 infatti le città coinvolte nell’operazione tra cui Ancona, Brescia, Cremona, Imperia, Milano, Pesaro Urbino, Pescara, Palermo, Pordenone, Roma, Salerno, Siena, Treviso, Trieste, Torino, Varese.

Alle indagini c’è stata la partecipazione diretta dei Compartimenti Polizia Postale e delle Digos territoriali, con il coordinamento del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni e dalla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione.

Le responsabilità dei 17 indagati verranno ora approfondite dall’Autorità Giudiziaria competente che ha ravvisato i reati di istigazione a delinquere con l’aggravante del ricorso a strumenti telematici nonché di istigazione a disobbedire le leggi.

Rossella Carluccio
Rossella Carluccio
Classe 1983. Ha iniziato con il giornalismo locale nel 2005 lavorando prima per “Il Risveglio” e poi per “Il Canavese”. Dal 2009 è giornalista pubblicista. Dopo la laurea in Scienze della Comunicazione inizia un’avventura lavorativa nel mondo del digital marketing ma senza dimenticare la sua prima passione, la scrittura. Unisce questi due universi e diventa copywriter. Dal 2021 ritorna a vestire i panni della giornalista.

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