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mercoledì 5 Ottobre 2022

Allarme trasporti scolastici per le persone con disabilità a Torino. La denuncia della CPD

CPD e Comitato Genitori chiedono la dismissione di 5T, l’ente che a Torino si occupa della gestione dei trasporti delle persone con disabilità nelle corse scolastiche

“Un incubo”. Così è stato definito il servizio offerto dall’azienda 5T che si occupa nella città di Torino dei trasporti scolastici delle persone con disabilità da parte della CPD, la Consulta per le Persone in Difficoltà e dal Comitato dei Genitori per la garanzia del Trasporto Disabili.
La richiesta dei due enti è molto chiara: l’immediata dismissione di 5T dal suo incarico.

L’azienda è stata incaricata dalla Giunta Comunale dal mese di agosto 2021 di occuparsi della gestione del trasporto per il servizio scolastico e delle corse “taxi” per le persone con disabilità, dopo che erano stati segnalati gravi disservizi operati dall’azienda precedente.

Ma le condizioni non sono migliorate a quanto pare. Anzi CPD e Comitato Genitori hanno dichiarato che la situazione è arrivata ad un collasso definitivo.

“Nonostante l’interessamento attivamente dimostrato nel prendere provvedimenti immediati rispetto a questo grave disservizio, la situazione del trasporto scolastico disabili continua a peggiorare in modo vertiginoso. A tre mesi dalla ripresa dell’anno scolastico gli alunni con disabilità e le loro famiglie sono completamente lasciati in balia del loro destino o meglio continuano ad essere prigionieri e in molti casi messi letteralmente a rischio” si legge da una nota che la Consulta CPD ha pubblicato sulla sua pagina Facebook.

Un servizio essenziale, sottolineano ancora, il cui livello attuale non è degno di una città come Torino. In questi giorni si è molto parlato, e non solamente a livello locale, di trasporti dedicati alle persone con disabilità. Dopo il drammatico episodio avvenuto la scorsa settimana in provincia di Parma dove un pulmino adibito al trasporto di persone con disabilità è stato travolto da un treno c’è stato modo di interrogarsi non solo sul livello di sicurezza che questo tipo di servizio, molto spesso dato in appalto a società esterne, debba avere. Ma anche al livello di efficienza che dovrebbe fornire ma che molte volte, per svariate ragioni, non garantisce.

trasporti persone con disabilità

I trasporti per persone con disabilità all’interno del Comune di Torino: come il cambio d’appalto non ha dato i risultati sperati

“Anche i pochi piccoli traguardi che sembravano essere stati raggiunti a livello di accordi teorici prima con 5T e poi direttamente con l’Assessore di riferimento, non solo non sono stati attuati in nessuna misura, ma nel caso si sia realmente intervenuto sul problema hanno prodotto guasti peggiori del passato” denuncia la CPD.

Già il passato. Perché l’appalto per la gestione del trasporto dedicato alle persone con disabilità nel Comune di Torino è passato nel corso degli ultimi anni da un’azienda all’altra.

La Fase “Tundo” e il problema dei mancati pagamenti ai dipendenti

Fino al mese di luglio di quest’anno il servizio per il trasporto per persone con disabilità sia quello chiamato “taxi” (anche se viene svolto con l’utilizzo di pulmini), sia il servizio scolastico veniva eseguito da una società chiamata “Tundo”. L’azienda aveva in gestione il servizio da molti anni ma erano stati già registrati alcuni gravi problemi riguardo da essa offerto.

Principalmente la problematica rilevata è stata il mancato pagamento degli stipendi per gli autisti e gli accompagnatori: dai fatti emersi il Comune ha sempre rispettato le scadenze pagando Tundo regolarmente ma quest’ultima non versava stipendio e contributi ai suoi dipendenti. Sembra anche che questa società per azioni negli anni abbia deciso di espandersi e quindi ci sono stati vari problemi con le banche finanziatrici e con la sua espansione.

Il mancato pagamento ovviamente ha creato un disagio notevole al personale ma anche agli utenti. Spesso gli autisti ed accompagnatori erano in malattia, prendevano permessi e tutto ciò si ripercuoteva anche su chi utilizzava il servizio e sull’efficienza della programmazione.

“È capitato che per fare un trasporto di un 1,5 km alcuni utenti siano stati anche 60 minuti sopra il mezzo perché c’era una gestione inefficiente sotto tutti i punti di vista. Alcuni cittadini hanno denunciato anche situazioni in cui alcune persone venivano dimenticate a scuola oltre che inefficienze come ritardi sia per il trasporto casa-scuola sia scuola-casa” commenta Emanuel Cosmin Stoica della Consulta Persone in Difficoltà.

Dopo la fase Tundo a cui si è affiancata anche la Ghime, un’altra società che effettuava la prenotazione delle corse, il Comune di Torino visti gli enormi disservizi rilevati ha deciso di dare l’appalto a 5T.

L’arrivo di 5T e la sua metodologia più tecnologica che non ha risolto le problematiche del trasporto delle persone con disabilità a Torino. Anzi le ha complicate

Dal mese di agosto 2021 l’appalto per il trasporto delle persone disabili è passato ad una società, la 5T. Alcune quote di maggioranza dell’azienda sono di proprietà del Comune di Torino e 5T è nota anche perché si occupa di GTT e di trasporto pubblico locale. L’innovazione che ha apportato 5T al servizio di trasporto per persone con disabilità è stato quello di utilizzare metodi completamente tecnologici per prendere le prenotazioni e programmare le corse scolastiche e le corse di tipo taxi.

Per quanto riguarda i mezzi offerti e il personale che si occupa di accompagnare le persone con disabilità l’appalto invece è stato dato ad altri due enti: a fornire i mezzi da settembre 2021 è il Consorzio AAT mentre gli accompagnatori giungono dalla Cooperativa Animazione e Territorio.

Per quanto riguarda il trasporto di persone con disabilità a Torino vi sono quindi 3 persone giuridiche diverse che coprono 2 servizi diversi: 5T cerca di comporre tutto il piano degli orari, prendere le prenotazioni mentre il Consorzio insieme alla Cooperativa si occupano di gestire poi tutte le corse sia scolastiche che le corse taxi.

“Si sperava non ci fossero stati più problemi dopo Tundo ma è stata una sconfitta per Torino. Il servizio di trasporto ha sempre avuto degli alti e bassi, secondo me, dopo che non è stato più concesso a GTT nel 2012. Da allora sono subentrati numerosi enti fino ad arrivare a Tundo e poi a 5T ed il servizio è sceso qualitativamente moltissimo” ha commentato Emanuel Cosmin Stoica della CPD.

trasporti persone con disabilità

Utenti dimenticati sui pulmini o portati a scuola troppo presto: i casi denunciati dalle famiglie

Ciò che le famiglie delle persone che utilizzano il servizio di trasporto per persone con disabilità per le corse scolastiche continuano a chiedere, ed ormai da anni, è una programmazione settimanale efficiente, consegnata almeno il venerdì della settimana precedente e non con invii giornalieri.
Sembrava esser stata raggiunto questo obiettivo con il nuovo appalto alla 5T ma nonostante gli interventi correttivi richiesti poi è nuovamente saltato.

Inoltre sono stati denunciati dalle famiglie casi eclatanti di forte disagio per gli stessi utenti che usufruiscono del servizio di trasporto scolastico.
Solo per citare gli esempi più clamorosi in alcuni casi vi è stata una permanenza eccessiva dei minori all’interno dei pulmini ed ad alcuni genitori è stato proposto un orario con partenza alle 7.55 da casa e arrivo a scuola alle 9.15 del mattino, magari per compiere un percorso di pochi chilometri. Oppure diversamente è stato pianificato un arrivo a scuola per il proprio figlio prima dell’apertura dell’istituto stesso senza che ci fosse già il docente di sostegno incaricato ad accogliere il minore né nessun’altra persona a cui affidarlo perché non sempre il personale ATA può gestire autonomamente una persona con disabilità.

Sono disagi anche gravi perché lasciare persone con disabilità a bordo su dei mezzi per ore mi sembra assolutamente inadeguato ed esagerato. O far arrivare uno studente anche 20 o 30 minuti prima dell’orario di inizio è anche pericoloso perché quello studente non ha poi un’assistenza necessaria giunto a scuola. Bisogna avere le condizioni di poter partecipare alle lezioni in egual misura ai propri compagni e compagne denuncia Emanuel Cosmin Stoica della CPD.

Un’altra problematica sottolineata da alcuni genitori è stata quella di ricevere l’orario del passaggio dei trasporti per i loro figli in un formato impossibile da aprire sul telefono e quasi sempre solo il giorno prima e a tarda notte. Un disagio non indifferente per il genitore che per visualizzarlo deve immediatamente servirsi di un pc per visualizzare il documento.

Un problema di inefficienza del servizio svolto da 5T secondo la CPD. L’azienda infatti sta utilizzando per la programmazione delle corse un sistema tecnologico che si basa su un algoritmo ma a conti fatti non è efficiente quanto dovrebbe esserlo e anzi sta dando numerosi disagi agli utenti.

“Questo sistema di gestione di 5T non sta funzionando e l’azienda non sta rispettando i termini di quello che aveva promesso agli utenti e alle famiglie degli studenti con disabilità. Quindi bisogna secondo noi dimettere 5T dal suo incarico e affidarlo a qualcuno di competente che può essere anche il Consorzio stesso che magari in autonomia riuscirebbe a gestire più efficacemente tutto il sistema. Comprendiamo che non sia facile, gli studenti e i lavoratori con disabilità sono molti, ma c’è bisogno di un servizio efficiente” conclude Cosmin Stoica del CPD.

Trasporti persone con disabilità

L’impegno del Comune dopo le proteste di Cpd e del Comitato dei Genitori per la garanzia del Trasporto Disabili

La protesta sul pessimo servizio di trasporto offerto alle persone con disabilità scatenata dalla Consulta per le Persone con Difficoltà e dal Comitato dei Genitori per la garanzia del Trasporto Disabili si è fatta molto sentire in questi ultimi giorni ed è arrivata fino in Comune.

A seguito della dimostranze dei due enti il Comune si sta impegnando e attivando in maniera positiva per risolvere i disservizi denunciati.

Al momento le proteste si sono fermate e si attende al più presto un tavolo di confronto dalla Sala Rossa tra le due parti sulla questione.

Rossella Carluccio
Rossella Carluccio
Classe 1983. Ha iniziato con il giornalismo locale nel 2005 lavorando prima per “Il Risveglio” e poi per “Il Canavese”. Dal 2009 è giornalista pubblicista. Dopo la laurea in Scienze della Comunicazione inizia un’avventura lavorativa nel mondo del digital marketing ma senza dimenticare la sua prima passione, la scrittura. Unisce questi due universi e diventa copywriter. Dal 2021 ritorna a vestire i panni della giornalista.

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